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- Il Mondo Visto Coi Miei Occhi -

21 giugno 2011
"CHI CAMMINA ANCORA ACCANTO A ME?" Una storia magica grazie ad ANDRE'
           

Ciao Amici!

Quello che vi sto per raccontare ora ha un sapore incredbilmente MAGICO, UNICO e... forse anche irripetibile... ma il bello è un qualcosa di realmente accaduto... sebbene, ogni mattina, al mio risveglio, ho paura che si sia trattato solo di un bellissimo sogno.

Tutto ebbe inizio nel 2004 quando, attraverso una mailinglist di musica evvi il piacere di conoscere (prima virtualmente e poi dal vivo) PAKI: un ragazzo/uomo che, all'epoca, lavorava in un locale di Erba (Co) offrendo divertimento a suon di musica, animazione e Karaoke.

In una delle mail che ci siamo scambiati non potrò mai dimenticare l'emozione che mi trasmise raccontandomi di un suo amico di vecchia data, SIMONE: un allora "poco conosciuto" (a livello di "popolarità mediatica", intendo dire, ovviamente) ragazzo proveniente dal comasco che, dopo aver mosso i suoi primi passi nel mondo della musica suonando a matrimoni, feste di compleanno e vari eventi di paese, dopo aver partecipato alla manifestazione locale dedicata ai volti emergenti della musica in Brianza (il "CantaBrianza"), nessuno, tempo prima, si sarebbe mai sognato che, dopo aver condiviso con lui i bei momenti d'infanzia nei quali, crescendo assieme condividendo la passione per la musica, SIMONE, dopo aver partecipato all'allora imminente Festival di Sanremo, sarebbe diventato il SIMONE TOMASSINI che, sicuramente molti conosceranno per essere stato, prima il supporter ai concerti di VASCO ROSSI e poi, semplicemente, quel SIMONE TOMASSINI che sa "camminare" da solo senza aver bisogno di nessuno che gli "cammini accanto" "tenendogli la mano".

Mi ricordo che SIMONE, all'epoca, venne "lanciato" discograficamente "spalleggiato" da un racconto che aveva lo scopo di far sognare le persone facendo credere che i sogni si possono realizzare davvero se ci si crede e che "la vita cambia quando meno te lo aspetti".

Si diceva, all'epoca, difatti che, SIMONE, doveva la sua "fortuna" grazie ad un incidente stradale che lo vedeva coinvolto assieme ad Enrico Rovelli dell'etichetta discografica "Bollicine", il quale, proprio in quell'occasione , propose al comasco di visionare un'audiocassetta che, casualmente, teneva in macchina proprio nella speranza di consegnare al medesimo produttore.

Beh, vi dirò: da come l'ho percepita, questa storia, più che a far credere ai sogni, secondo me, incita solamente a sperare di fare "incidenti fortunati" per la strada sperando in chissà cosa però, alla fine, questo era ed è ancora solo una mia visione - tra le tante - di una situazione che, in realtà, non è esattamente così come è stata "favoleggiata" perchè SIMONE, non deve soltanto la sua "fortuna" ad un incidente perchè, per fare carriera (in qualsiasi ambito e situazione) ci vuole anche un minimo d'impegno, costanza, sacrificio e, soprattutto - cosa fondamentale, di TALENTO.

Sempre nelle emails scambiate con PAKI prima che avvenisse il nostro incontro in carne ed ossa al locale dove - appunto - ha lavorato fino a poco tempo fa, mentre ci scrivevamo, io mi chiedevo come mai si volesse lanciare un "messaggio sognatore" del genere in questo mondo opportunista nel quale, io per primo, mi vedevi vittima di "snob" o di "abuso" per "strategia d'accatto arrivistico", col costantte desiderio di avere un significato/un valore per almeno una persona che credesse in me non a livello professionale ma, perlomeno, a livello umano.

Parte il 54° Festival di Sanremo e lo seguìì si per SIMONE perchè, assieme a DJ FRANCESCO (Francesco Facchinetti), rappresentava la nostra bella Brianza ma anche per PAOLO MENEGUZZI perchè, da quando, nell'estate del 2002, in Sardegna, ho avuto il piacere di conoscere GIANLUCA GIANNI in un villaggio turistico, per me, il cantante Italo-Svizzero rappresentava una specie di "gancio" tra me e l'animatore romano per una serie di similitudini che mi aiutarono a superare la paura dell'abbanzono da parte delle persone dato che, nel 2001, ebbi il grande piacere di legare molto con il gruppo di animazione che animava - però - un villaggio turistico della Grecia presso il quale soggiornai per una settimana che, oltre ad essere stata forse la più bella della mia vita, col rovescio della medaglia, a termine esperienza,per via della malinconia dovuta al distacco dalle stesse, ha lasciato sul mio corpo dei segni fisici indelebili per i quali e con i quali, purtroppo, sono condannato convivere ed a soffrire cronicamente di un male, tutt'ora, incurabile.

(NELLA FOTO, IONella foto,io con Gianluca Gianni 2002, nel villaggio turistico in sardegna)

Fatto sta che, conclusasi la Kermesse ;usicale Sanremese, comprai la compilation per riascoltarne i brani della manifestazione musicale e, tra questi, ricordo con tanto affetto che, nel cd dedicato agli artisti facenti parte della categoria "Nuove Proposte" ce ne era uno freschissimo, dolcissimo e bellissimo che mi diede davvero la forza di sognare e sperare in un futuro, una storia d'amore o una vita come quella di tutti gli altri considerati "normali" perchè non portatori di problemi fisici come, purtroppo, il destino ha voluto per me (un destino che non ho di certo scelto nè io nè i miei genitori e che, purtroppo, se è stato scritto così, mi sforzo sempre di leggere in positivo anche se, purtroppo, come è benissimo immaginabile, non sempre è facile accettare) e, questo brano, di un certo ANDRE', s'intitolava (e, naturalmente, così s'intitola ancora) "IL NOSTRO AMORE".

Vabbeh: passano i giorni, le settimane, i mesi, gli anni e, piano piano che cresco, mi trovo sempre di più a prediligere la vita sognata rispetto a quella reale: una vita nella quale mi accorgo sempre di più che, mentre tutte le persone del mio passato proseguivano con le loro vite, si allontanavo sempre di più da me... e, così, un mesetto fa circa, mentre ero nella casa di montagna che affittiamo annualmente, nella mia mente è tuonata violentemente la consapevolezza che, probabilmente, per me è stato scritto che dovrò sempre vivere la mia vita facendo da "palla al piede" dei miei genitori e, questo, mi ha portato a chiedermi in lacrime, parlando a me stesso (di nascosto) "CHI CAMMINA ANCORA ACCANTO A ME?", Chi mi darà la mano ora che non sono più un bambino e che, mentre il tempo passa, cresco perdendo per la strada le tappe fondamentali di una vita che non ho mai vissuto?E, così, ho scritto una canzone che, per titolo, aveva proprio questa comanda: "CHI CAMMINA ANCORA ACCANTO A ME?" , un testo molto malinconico, un viaggio introspettivo che esprime la solitudine e il senso di estraneità che ha vissuto in questo periodo buio della mia vita nel quale, a fronte di tanta e troppa sofferenza gratuita subita, è inevitabile, per il sottoscritto, far finta di non avere coscienzas di come la gente mi percepisce, mi deride e mi sfrutta proprio per via dei miei handicap che, se mi va bene, fanno comodo a chi li vuole utilizzare per attirare la sensibilità delle persone per secondi fini.

alessandrew82's photo from 11/5/08

(Nella foto, io con Simone M., nel 1991, durante uno stage estivo a Caorlw)

Mercoledì 8 Giugno 2010, per la prima volta quest'anno, sono stato ad una manifestazione promossa dal gruppo "RAGAZI & CINEMA" di Oggiono (Lc): un'associazione fondata e diretta dal poliedrico GUIDO MILANI che, ormai 26enne, porta avanti il progetto dedicato ai giovani cineasti da diversi anni e, da alcuni,propone la manifestazione "OGGIONO FILM FESTIVAL" proprio in questo periodo e, la rassegna, quest'anno, è iniziata Martedì 7 Giugno e si è conclusa Sabato 11 Giugno.

Con la "scusa" di incontrarmi con una persona (che, poi, il caso ha voluto che non riuscissimo a vederci), mi sono recato sul luogo della Kermesse (ovvero: il PALABACHELET di Oggiono), prendo posto in seconda fila e, davanti a me, c'è la fila dedicata ai giurati, invitati, tra le altre cose, per decretare i vincitori della rassegna che vede in gara cortometraggi realizzati da ragazzi adolescenti di tutta l'Italia e, tra queste persone, il caso ha voluto che ne rimassi colpito in modo particolare da un giovane produttore di talenti musicali e testi inediti per l'etichetta "CANTIERI SONORI" che viene presentato col nome di MARCO CANIGIULA.

Al termine della serata, infatti, lo intrattengo per scambiare qualche parola e scattare qualche foto prima di tornare a casa ed andarmene a dormire.

L'indomani mattina, però, al mio risveglio, guardando su Internet, scopro una cosa che, evidentemente, mi era sfuggita nel corso della serata, oovvero che, questo giovane e bravo ragazzo,sotto il nome d'arte ANDRE', partecipò a SANREMO GIOVANI nel 2004 con il brano "IL NOSTRO AMORE" nella categoria dei GIOVANI.

La cerco su YouTube e, dalle prime "vocalizzazioni", mi si gela il sangue e mi vengono 5 centimetri di pelle d'oca perchè, quell'anno, xome vi ho detto, vidi il Festival di SanRemo in televisione per seguire altri, sopra menzionati artisti ed, appunto per i tali, comprai la compilation proprio per le loro canzoni: il resto non mi interessava proprio a parte un piccolo dettaglio: ovvero la canzone di ANDRE' che, grazie a quella commpilation, imparai ad amare e renderla mia vivendola con cuore di una persona che si sente sola al mondo e che darebbe la vita per sentirsi "speciale" almeno per un istante nella vita di qualcuno, in modo tale da dar senso ad una vita che non riesce proprio a trovarne per il qual motivo, viverla, è una voglia che non ho più da tempo.

Caso vuole che, questa canzone era proprio "IL NOSTRO AMORE" di ANDRE' (all'anagrafe - appunto - MARCO CANIGIULA), ovvero la persona che, in questi giorni, mi ha trasmesso la stessa forza di credere nel domani, dimenticandomi i fatti, le cose, le azioni, le reazioni, le emozioni, i pensieri, i sentimenti e, ancor meglio ,...LE PERSONE... negative che uccidono, giorno dopo giorno, la mia anima e la mia persona sia a livello fisico che mentale.

Non vi nascondo che, a parte la VERGOGNA per non averlo riconosciuto subito (per via della sua infinità umiltà e della disponibilità, sicuramente poco xaratteristica dell'ambiente dello spettacolo, con la quale MARCO ANDRE' CANIGIULA si è posto nei miei confronti), è stato un fulmine a ciel sereno che mi ha sassificato perchè non mi sembrava possibile che, quella sera, io ero andato sul posto per vedere i BEEHIVE per rivivere un pezzo della mia vita di 20 anni fa (lasciamo perdere, in questo momento, la parentesi del deludente risultato del non ben riuscito incontro con loro perchè non c'entra niente con questa storia) ed il destino ha voluto che, invece, mi riuscisse meglio rivivere quella parte un pò più complicata della mia adolescenza inoltrata nella quale una donna me la sognavo grazie alla canzone di ANDRE' che, quando finiva, o la facevo ripartire, oppure, puff: la nuvoletta coi bei sogni scoppiava come una bolla di sapone trasformando lo zucchero filato in petrolio colante che sigla tutt'ora la macchia,()o,per meglio dire, "IL BUCO") che ho nel cuore: una piaga sulla quale si strofina il sale ogni volta che non posso piangermi addosso quando mi trovo nella condizione di rimanere solo in qualunque posto mi trovo in mezzo alla gente che, crescendo, si allontana dai miei orizzonti anche e non solo per questioni "di cuore".

Ehgià: troppo strana la sensazione incomprensibille sia per me che per le persone che "vedono" qualcosa che non sanno spiegarsi come, del resto, lo stesso vale anche per MARCO CANIGIULA stesso che, avvicinato per fargli visionare dei miei testi, potrebbe metabolizzare come assurdo o appiccicoso l'inspiegabile motivo per il quale VOGLIO ESSERE SICURO che almeno una delle diverse foto che abbiamo scattato assieme, VENGA BENE..., anche se, sicuramente, bene è per modo di dire perchè, nonostante le foto siano l'unico appiglio del quale ne faccio strumento perr aggrapparmi ad una vita da vivere al meglio che posso, in foto vengo quello che vengo ma, ogni volta che mi guardo, mi vedo sempre come l'handicappato che nessuno vuole o che viene accontentato nei suoi capricci proprio perchè DISABILE..., ma io non sono quello che sembro perchè, dentro, ho un'anima che piange disperata dal desiderio di voler emergere per vivere almeno uuna gionata da comune mortale tra i comuni mortali uguali proprio perchè diversi ma non per i difetti: la stessa persona che vive nella canzone "IL NOSTRO AMORE" del bravissimo cantautore romano MARCO ANDRE' CANIGIULA.

E così, mentre il mio amico LUCA M. ci scattava una foto, dentro di me, pensavo che, se per MARCO rimanevano solo 2 sere da vivere per poi tornare alla sua vita di tutti i giorni senza nessuno che gli rompa più le balle (come, però, spero di non aver fatto io con lui), per me rimanevano - invece - solo 2 sere e poi anche io sarei tornato alla mia vita di tutti i giorni senza più nessuno... e basta...!

Ma, questo, è quello che pensavo in quei giorni, purtroppo, ormai lasciati indietro da una settimana.

Difatti, l'ultima sera, succede qualcosa che non riesco ancora a spiegarmi e non riesco nemmeno a spiegare, soprattutto a livello emozionale.

Ecco che, mentre, MARCO, sta per salire sul palco, frustrato dalle mie paranoie, lo avvicino per chiedergli se gli avessi fatto qualcsa di male nello scattargli tutte quelle foto che, per me, sono e sarebbero state molto importanti.

Akchè lui mi rassicura e, con un sorriso ed una luce pazzesca nei suoi occhi (che mi sarà difficile dimenticare per l'eternità), aggiunge anche che, durante la notte precedente, tra i tanti testi che gli avevo dato semplicemente per farglieli leggere e, contemporaneamente, raccontargli di me in modo diverso dal semplice dialogo, quello intitolato "CHI CAMMINA ANCORA ACCANTO A ME?" era stato da lui scelto e sottoposto alla fase di arrangiamento per poi, successivamente, avere vita come tutte le altre canzoni che si sentono alla radio, che si comprano, si ascoltano, si vivono e si amano: l'unica differenza sta nel fatto che, quando la sentirò circolare, dentro di me saprò che, in qualche modo, quel testo potrebbe essere la risposta alla mia domanda che tanto mi ha fatto pensare nel corso della mia vita.

Anche se, ora che tutti già sanno di questo "piccolo miracolo" che, un (bel) pò ha cambiato la mia vita facendola rinascere sotto una luce nuova, qualcuno, scherzosamente, dopo che Giulio Rapetti ha lasciato Molteno per trasferirsi in Umbria (dove, sicuramente, è molto più vicino al C.E.T. presso il quale opera in qualità di docente), mi chiama Alessandro il "nuovo Mogol" (e, su questo, c'è poco da scherzare perchè non è giusto, non voglio e non mi piace essere paragonato ad un grande maestro per una piccola cosa che ho fatto per sfogarmi scrivendo alcuni testi che mai mi sarei sognato fossero sottoposti alle attenzioni di chi, realmente, potesse sia apprezzarle che aumentarle di valore, impreziosendole davvero), è mio desiderioe che, di tutto quello che è accaduto e che accadrà di bello e di positivo in merito a questa vicenda, che NON SIA SOLO IL MIO NOME AD ESSERE RICORDATO (sebbene gran parte del testo sia stato scritto da me), bensì, nel complesso, MI AUGURO CHE, DI TUTTA QUESTA STRANA STORIA MAGICA, POSSA VIVERE NEL TEMPO QUELLO CHE E' STATO IL "BACKSTAGE" DI UN FILM IN BIANCO E NERO DOVE, I COLORI HANNO CARATTERIZZATO QUELLO CHE, INVECE CHE ESSERE IL LIETO FINE, DESIDERO CON TUTTO IL CUORE CHE SIA IL "PER SEMPRE" DI QUALCOSA CHE DAVVERO MI HA RESO FELICE QUINDI, QUANDO LA ASCOLTERETE, IL MIO OBIETTIVO SARA' RAGGIUNTO QUANDO COGLIERETE COL CUORE - SERIAMENTE - L'INCIPIT DEL MIO GRIDO DISPERATO OVVERO CHE "OGNI COSA, OGNI COSA FATTA COL CUORE CREA DENTRO L'ANIMA QUALCOSA CHE RESTA INDELEBILE" e, soprattutto in questo periodo nero, MARCO ANDRE' CANIGIULA, PER IL SOTTOSCRITTO, IN POCHISSIMO TEMPO, HA FATTO DAVVERO TANTO ED E' STATO LE TANTE (e, forse, troppe) PERSONE CHE, PER UNA RAGIONE O PER L'ALTRA, NON CAMMINANO PIU' ACCANTO A ME, LASCIANDO VUOTA QUELLA MANINA DI BIMBO CHE TANTO SOGNAVA DI CRESCERE AL FIANCO NON, SSEMPLICEMENTE DI UNA FIGURA CATODICA PER SENTIRSI IMPORTANTE TRA LA GENTE MA DI UN VERO AMICO CHE, TRA LA GENTE, LO FACESSE SENTIRE COME TUTTI GLI ALTRI!

"GRAZIE, MARCO: TI VOGLIO BENE E TE NE VORRO' PER SEMPRE E, SE LE NOSTRE VITE SI SONO INCROCIATE, CREDO CHE QUESTO SIA DOVUTO AD UN MOTIVO CHE, ORA, SUI DUE PIEDI, NON SAPREI SPIEGARE CONCRETAMENTE MA, DANDO UN SENSO A TUTTO QUELLO CHE E' STATO, E' UN PO' COME SE, GIA' A TEMPO DEBITO, NEL 2004, ASSIEME AI BRIVIDI CHE, A FIOR DI PELLE, MI TRASMETTEVA LA TUA SPLENDIDA CANZONE, ME LO SENTIVO E QUESTO FIDATI CHE E' QUANTO DI PIU' BELLO PTESSI ASPETTARMI E MAI IMMAGINARMI DALLA VITA!"

Con affetto!

*Ale*

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Info su andre':

Andrè, all'anagrafe Marco Canigiula è nato a Ragusa il 21 Settembre 1987. Grazie all'influenza di un padre musicista, sin da piccolo nutre una forte passione per la musica e il canto. Cresce divorando le note, le parole e le voci di grandi artisti italiani ed internazionali con particolare devozione verso le opere di De Andrè, Battisti, Serge Lama, Sakamoto e Bob Dylan. All'età di dieci anni intraprende gli studi di chitarra classica con il M° Roberto Romano e pianoforte, solfeggio, armonia e composizione con il M° Fabrizio Emer. All'età di dodici anni, Andrè scrive le sue prime canzoni che presenta dal vivo nell'ambito di numerosi festival canori a carattere nazionale tra cui "Accademia della Canzone di Sanremo", "Festival di San Marino", "I Tim Tour", "Festival Maremusica", "Sanremo Rock". Nel 2003 viene notato da Elio Palumbo, storico produttore (Battisti, Santo California, Giganti, Flavia Fortunato, Juli & Julie), con il quale realizza il primo singolo dal titolo "Il Nostro Amore" presentato nel 2004 al "54° Festival di Sanremo" nella categoria nuove proposte. Andrè riscuote un forte successo radiofonico e partecipa in qualità di ospite musicale a numerose trasmissioni televisive tra cui "Domenica In", "La Vita in Diretta", "Quelli che il Calcio", "Mai dire Domenica", "Verissimo", "Cominciamo Bene". Lo stesso anno apre tutti i concerti del tour di Marco Masini calcando i palchi dei principali teatri italiani tra cui: Parco della Musica (Roma), Teatro Bellini (Napoli), Teatro Nuovo (Milano), Teatro Metropolitan (Catania). Si esibisce in qualità di ospite d'eccezione in occasione di grandi eventi tra cui "Sanremo in Usa", "Premio Mia Martini", "Miss Africa", "Miss Muretto", "Hilfiger Session", "Oscar della Solidarietà". Nel suo percorso artistico, Andrè ha l'occasione di confrontarsi e collaborare con affermati autori, art director e vocal coach del panorama musicale italiano ed internazionale quali: Giancarlo Bigazzi, Mogol, Michele Fischietti, Luca Tommassini. Nel 2007 fonda l'Ass. culturale Cantieri Sonori con l'obbiettivo di promuovere la musica e la cultura tra i giovani attraverso l'organizzazione di eventi e di stage formativi. Dal 2007 al 2011, Andrè è ideatore, direttore artistico e presentatore di numerose manifestazioni di notevole rilevanza tra cui: "Gran Concerto di Natale", "Festival del Cabaret", "School Music Contest", "Festa della Cultura", "In the Name of Rock", "Roma per l'Abruzzo". Nel 2010 fonda l’etichetta indipendente Cantieri Sonori e produce "Occhi", album d'esordio del giovane rapper romano Neks. L'album è anticipato dall'omonimo singolo selezionato da Gianni Morandi per partecipare a Sanremo Giovani 2011 e presente nelle compilation di Sanremo 2011 prodotte da Universal e Warner. Lo stesso anno produce "Aveva Ragione" sesto album del cantautore Angelo Maugeri, massimo esponente della musica cristiana italiana. Attualmente, Andrè, è impegnato nella promozione della band Made in Japan, e nella produzione del primo album di Roberto Tramutola, giovane protagonista del noto talent show per giovani talenti "Io Canto", condotto da Gerry Scotti.
> DIRETTORE ARTISTICO
“Nightmare Before Christmas” Il Musical (2009)
“The Flood” Mostra Fotografica (2009)
“Festival Del Cabaret” – Ciciliano (2009)
“Roma per l’Abruzzo” – Pizzoli (2009)
“Serata AIFO” – Roma (2008)
“III° School Music Contest” – Roma (2008)
“III°Meeting Scuole XII Municipio” – Roma (2008)
“Festival Club” – Roma (2008)
“Anniversario Associazione Carabinieri” – Roma (2008)
“Cantieri Sonori Multifestival” – Roma (2007)
“II° School Music Contest” – Roma (2007)
“II°Meeting Scuole XII Municipio” – Roma (2007)
“Gran Concerto Di Natale” – Roma (2007)
“I° School Music Contest” – Roma (2006)
“I° Meeting Scuole XII Municipio” – Roma (2006)
“More Music Festival” – Magenta (2006)
> OSPITE MUSICALE
Festival e Rassegne Culturali
“Festival Musica Leggera” – Cosenza (2008)
“Anno Domini Gospel Festival” – Oropa (2007)
“Miss Muretto” Finali Regionali – Sorrento (2007)
“Star Sprint” Finali Nazionali – Fiuggi (2007)
“Hilfiger Session” – Roma, Piper (2006)
“Miss Africa” Finali Nazionali (2006)
“Star Sprint” Finali Nazionali – Fiuggi (2006)
“Premio Calice D’oro” – Roma, Teatro Olimpico (2005)
“Premio Mia Martini” – Bagnara Calabra (2005)
“Travagliato Dance Festival” (2005)
“Sanremo Rock” – Finali Regionali Lazio (2005)
“La Spezia Summer Festival” (2005)
“Premio Ragusani nel Mondo” (2005)
“Giosy Cento Tour” – Tivoli, Teatro Giuseppetti (2007)
“Seguendo il Cammino di Giovanni Paolo” (2005)
“Tributo a Lucio Battisti” – Roma, Teatro Stage (2005)
“Meeting dei Giovani Regnum Dei" (2005)
“Oscar della Solidarietà” – Roma (2004)
“Fax for Peace” – Spilinbergo (2004)
“Sanremo in Usa” – Atlantic City, Taj Mahal (2004)
“Insieme Tour” – Sicilia (2004)
“Marco Masini Tour” (2004)
“Una voce per Sanremo” – Roma (2002)
“I Tim Tour” – Civitacchia (2002)
> ARTISTA IN GARA
Festival Canori
“54° Festival di Sanremo” – Sanremo, Rai 1 (2004)
“Festival delle Acque” – Antrodoco (2003)
“Rassegna Nazionale Maremusica” – Anzio (2003)
“Voci Nuove per il Successo” – Roma (2003)
“Io, Ci Faremo Sentire” – Roma (2003)
“Young of the Year” (2003)
“Rock Festival” – Cisterna di Latina(2003)
“Young Voice Summer Festival” – Infernetto (2002)
“Accademia della Canzone di Sanremo” (2002)
“Festival di San Marino” (2002)
> PRESENTATORE
“Ci Sanremo” – Roma, Aran Pub (2010)
“Good News Festival” (2010)
“Missione ai Giovani” – Roma, Piazza Navona (2009)
“Adunanza Eucaristica” – Roma, Circo Massimo (2009)
“Good News Festival” (2009)
“Linea Live Tour” – Montelupone (2008)
“Gt Ragazzi” – Sanremo, Rai 3 (2004)
“Festival di Fiumicino” (2006)
“Festival Pub” Finali Nazionali – Caserta (2006)
“Festival Club” (2008)
“Salento in Musica” (2008)
> DOCENTE
Stage, Incontri Formativi
“Cantieri Sonori” – Cosenza (2008)
“Cantieri Sonori” – Roma, Scuola Santi Savarino (2008)
“Musical Intuition” – Red Bank (2007)
“Cantieri Sonori” – Ragusa, Shine Records (2007)
“Cantieri Sonori” – Roma, Scuola Santi Savarino (2007)
“Cantieri Sonori” – Roma, Digital Studio (2006)
“Musical Intuition” – Quartu Sant’Elena (2006)
“Scrittura Creativa” – Brescia (2006)
“Il Dettaglio” – Roma, Digital Studio (2005)
“Sanremo e Derivati” – Roma, Digital Studio (2005)
“Il Dettaglio” – Roma, Digital Studio (2005)
> TELEVISIONE
“Speciale Vincenzo Mollica” – Rai 1 (2007)
“Girocantando” – 16 Emittenti Satellitari (2007)
“Quelli che il Calcio” – Rai 2 (2006)
“Premio Martini” – Sky 841 (2005)
“Camera Matta: Casting on Me” – Roma Sat (2005)
“Rai Life” – Rai 1 (2005)
“Un Mondo di Rai International” – Rai International (2005)
“Insieme” – Antenna Sicilia (2004)
“Sanremo in Usa” – Rai International (2004)
“Piazza Grande” – Rai 2 (2004)
“Mai dire Gol” – Rai 1 (2004)
“La Vita in Diretta” – Rai 1 (2004)
“Verissimo” – Canale 5 (2004)
“Video Italia” (2004)
“Domenica In” – Rai 1 (2004)
“54° Festival di Sanremo” – Rai 1 (2004)
Per info e contatti:...........
*Andrè Official Site:
- http://www.andreofficialsite.com/
*Andrè Official MySpace:
- http://www.myspace.com/andrecanigiula
*Marco Canigiula Official MySpace:
- http://www.myspace.com/marcocanigiula
*Cantieri Sonori Official Web Site:
- http://www.myspace.com/marcocanigiula
*Andrè (Marco Canigiula) e Cantieri Sonori Official YouTube Channel:
- http://www.youtube.com/marcocanigiula
22 marzo 2011
Massimo Rossi e la missione… PER IL PROSSIMO…!

Massimo Rossi e la missione… PER IL PROSSIMO…!

(Nella foto, MASSIMO ROSSI

(Nella foto, MASSIMO ROSSI)

Ciao Amici!
Quest’oggi vi scrivo per consigliarvi il
blog di MASSIMO ROSSI
Massimo è un ragazzo che ho conosciuto qualche sera fa al pub di MOLTENO (Lc) e mi ha colpito molto la sua educazione ed il modo col quale, senza conoscermi, si è approcciato a me.
Per un attimo, onestamente, ho avuto un pò di quella paura classica di chi, al giorno d’oggi, coi tempi che corrono, se non è troppo sprovveduto, cerca di stare attento a non infilarsi in qualche guaio ma, poi, chiedendo al proprietario chi fosse (questo proprio perchè ero incuriosito dalle attenzioni positive che, costui, aveva nei miei riguardi), ho tirato un gran sospiro di sollievo rendendomi conto che, quell’uomo, era tutt’altro che un “maleintenzionato” e, dietro a quegli “occhi buoni”, si nascondeva, difatti, proprio una di quelle persone con le quali passerei ore ed ore ad ascoltarlo parlare delle proprie avventure missionarie (alcune delle quali potrete leggerle nel suo
blog: http://www.perilprossimo.tk/).
Eh…, niente: a me, fare la conoscenza di MASSIMO, ha davvero fatto tanto piacere: spero, di conseguenza, faccia piacere altrettanto a voi visitare il suo blog e sono sicuro che, dopo averlo fatto, vi sentirete un pò più rasserenati.
Ovviamente, se vi va, lasciate dei commenti ai post-blog perchè so che a lui fa molto piacere sentire l’affetto di chi, come me, crede davvero col cuore in quel tipo di progetti umanitari!

Grazie!

Ciao!
*Ale*

(Nella foto, MASSIMO ROSSI durante uno dei suoi viaggi missionari)

(Nella foto, MASSIMO ROSSIdurante uno dei suoi viaggi missionari

SOCIETA'
26 novembre 2010
Un villaggio a punta

Un villaggio a punta

C'era una volta un villaggio
che era fatto a punta...la...la...la...
A punta erano le case
a punta anche le teste...la...la...la...
sedie gelati melograni blu
erano punta in su...la...la...la...
Ma dalla pancia di una mamma
nacque un bambino tondo tondo...la...al...la...
rotonda era la sua testa,
rotonde anche le orecchie...la...la...la...
sarebbe stato come gli altri
ma senza la rotondità...la...la..la..
Corre veloce fra le case
questa notizia strana...la...la...la...
chiusi nella loro reggia
ne parlano i potenti...la...la...la...
hanno deciso che così non va:
nella foresta andrà...la..la..la...

(Parlato)

E così si inoltrò nella foresta
triste e solo
dove incontrò
alberi fiori e piante
che gli dissero
che essere diversi non vuol dire essere sbagliati.

Torna felice al suo paese
sicuro di restare...la...la...la...
tiene nascosta una sorpresa
che a tutti vuol mostrare...la...la...la...
toglie il cappello dalla testa
ma la punta comparirà...la...la...la...
Mentre la gente sta a guardare
succede un fatto strano...la...la...la...
le teste cominciano a calare
diventano rotonde...la...la...la...
e a questo punto più nessuno sa
qual'è la normalità...la...la...la...


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musica
26 novembre 2010
L'arcobaleno

L'arcobaleno

Il mondo ci è stato affidato
in armonia convive il creato.
Un uomo la terra lavora,
in una casa un bimbo colora
disegna il suo sogno segreto
provando a farlo concreto
comincia da un segno rotondo
lui sogna la pace nel mondo.

Il verde per fare le pianure
Il grigio per fare strade sicure
Marrone per grandi montagne,
Per colorare allegre campagne.
Il giallo si sa per il sole,
sorgente di luce e calore
il blu per il mare profondo
che strano quell'arco là in fondo 

L'arco di luce che annuncia la pace
Del grande amore che abbraccia ogni cuore.
L'arco di luce, la gioia che nasce in ogni
Creatura di madre natura, ed il cielo
Sarà più sereno sotto l'arcobaleno

Un bimbo rimane a guardare,
l'arcobaleno comincia a parlare:
La pace si può disegnare solo se
imparerai ad amare
la gente che incontri ogni giorno,
partendo da chi ti sta attorno
ma vedo che stai dipingendo
continua e sarò più contento.

Il rosso del fuoco è il colore
Che dal camino diffonde il tepore.
Arancio per fare il tramonto
Che ogni sera accompagna il mio canto.
E' nera la notte più scura,
col bianco fa meno paura,
così si addormenta sereno
pensando all'arcobaleno.

L'arco di luce che annuncia la pace
Del grande amore che abbraccia ogni cuore.
L'arco di luce, la gioia che nasce in ogni
Creatura di madre natura, ed il cielo
Sarà più sereno sotto l'arcobaleno

L'arco di luce che annuncia la pace
Del grande amore che abbraccia ogni cuore.
L'arco di luce, la gioia che nasce in ogni
Creatura di madre natura, ed il cielo
Sarà più sereno sotto l'arcobaleno

Ed il cielo sarà più sereno
sotto l'arcobaleno

musica
26 novembre 2010
RESTA QUI' CON NOI

RESTA QUI' CON NOI!

(Testo: V. Ciprì - Musica: B. Enderle - ©Gen Rosso)

Le ombre si distendono scende ormai la sera
e si allontanano dietro i monti
i riflessi di un giorno che non finirà,
di un giorno che ora correrà sempre
perché sappiamo che una nuova vita
da qui è partita e mai più si fermerà.

Resta qui con noi il sole scende già,
resta qui con noi Signore è sera ormai.
Resta qui con noi il sole scende già,
se tu sei fra noi la notte non verrà.

S'allarga verso il mare il tuo cerchio d'onda
che il vento spingerà fino a quando
giungerà ai confini di ogni cuore,
alle porte dell'amore vero;
come una fiamma che dove passa brucia,
così il Tuo amore tutto il mondo invaderà.

Resta qui con noi il sole scende già,
resta qui con noi Signore è sera ormai.
Resta qui con noi il sole scende già,
se tu sei fra noi la notte non verrà.

Davanti a noi l'umanità lotta, soffre e spera
come una terra che nell'arsura
chiede l'acqua da un cielo senza nuvole,
ma che sempre le può dare vita.
Con Te saremo sorgente d'acqua pura,
con Te fra noi il deserto fiorirà.

Resta qui con noi il sole scende già,
resta qui con noi Signore è sera ormai.
Resta qui con noi il sole scende già,
se tu sei fra noi la notte non verrà.


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DIARI
25 novembre 2010
Ninna nanna dell'alfabeto

Ninna Nanna dell'alfabeto

A è un anatroccolo che non sa volare
B è una banana ancora da sbucciare
C è una chitarra suonata con amore
D è un desiderio che nasce in fondo al cuore
E è un'emozione per un bel regalo
F è una farfalla che vola sopra un fiore
G è un gelato sapore di vaniglia
H non so poi dir proprio a che assomiglia
I è un isolotto sperduto in mezzo al mare
L è il libro che ti vuoi comprare
M è il momento in cui mi stai vicino
N mi ricorda il naso di un bambino
O è un orsacchiotto per giocarci insieme
P è la pianta che viene dopo il seme
Q è un quadrifoglio trovato per la via
R è la rosa più bella che ci sia.
S è il sogno che vuoi realizzare
T è un tesoro ancora da trovare
U è l'ulivo colore dell'argento
V che cos'è, cos'è se non il vento.
Ne rimane una, ultima fra tante: forse per questo è la più importante
Z come zucchero per il bimbo mio
zucchero è il bene che ti voglio io.


 


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musica
25 novembre 2010
NOI SIAMO L'EUROPA

NOI SIAMO L'EUROPA

(Don Matteo Zambuto)

 

Dentro questo mondo ci sono anch'io,
figlio della terra, figlio di Dio;
son convinto che nei prati presto sboccerà
un fiore portatore di pace e d'amore.

C'è nell'aria una voce che con gioia annuncia già
che l'Europa è in cammino verso l'unità.
Se ti unisci alla cordata tutto ciò si avvererà
e vivremo per sempre in libertà.

Noi siamo l'Europa,
noi siamo l'Europa,
su fratello, dammi la mano
e danza con noi e canta con noi.

Noi siamo l’Europa,
noi siamo l’Europa,   (NOI, EUROPA)
coloriamo un mondo di pace,
Europa, se vuoi, tu ce la farai.

Se gli uomini del mondo fan la guerra
non c'è gioia, ma tristezza sulla terra;
con le armi dell'amore tutti i giorni lotteremo
fin che pace ad ogni uomo porteremo.

Da Parigi a Pietroburgo e da tutte le città
c'è chi grida ad alta voce: voglio libertà.
Se ti unisci alla cordata tutto ciò si avvererà
e vivremo per sempre in libertà.

DIARI
25 novembre 2010
AMICO MIO

 

AMICO MIO
Amico mio, non temere più la notte, guarda quante stelle in cielo splendono per te. Le ho accese io perché tu non fossi triste e alla sera quando dormi ne accendo una in più.
Ho visto un bimbo, che piangeva e mi ha guardato, mi ha guardato e mi ha sorriso proprio come te.
Amico mio non temere più il silenzio, senti quante voci ormai cantano per te, non piangere più tra le strade della terra, una strada bianca c’è per venire da me.
Ho visto un fiore era bianco e delicato, era come il tuo sorriso e non l’ho strappato.
Amico mio cerca ancora tra la gente dietro ad ogni volto c’è un pò di me, non pianger più tra le strade delle terra una strada bianca c’è per venir da me.
Quando il vento soffia lieve, piano come il tuo respiro sento che qualcuno vive e non piango più.

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3 giugno 2010
RICORDI CHE NON SVANISCONO MAI... (il sequel)
Ciao ragazzi!

È INCREDIBILE MA VERO: INASPETTATAMENTE, ECCO IL 3° ATTO DI UNA STORIA BELLISSIMA CHE, PERÒ, SEMBRAVA DESTINATA A RESTARE SEMPRE E SOLO UN BEL RICORDO...!
Ricapitolare tutto dall'inizio, mi risulta troppo lungo quindi vi rimando a leggere le 2 precedenti "puntate" a questi link:

PARTE PRIMA: -> http://alexkyle.splinder.com/post/18953393
PARTE SECONDA -> http://www.facebook.com/note.php?note_id=40363155945

Per farla breve, da circa una ventina di anni, sono alla DISPERATA ricerca di una persona che, nel bene e nel male di un "poco felice" passato che mi ha tenuto lontano dalla mia realtà sociale, "grazie" al centro "LA NOSTRA FAMIGLIA" di Bosisio Parini, durante uno stage residenziale estivo, ho avuto occasione di "portare a casa" il bel ricordo di un educatore che faceva parte dell'equipe della sezione di Vicenza del medesimo Istituto Scientifico: un ricordo che si è protratto nel tempo, nella mente e nel mio cuore non solo grazie alla SPLENDIDA canzone intitolata "Mani" (ascoltala a questo link: http://www.alexkyle.it/speciale/Mani.mp3), scritta e magistralmente interpretata dal Padre Laico Comboniano dell'Ordine di Verona, Fabrizio Colombo (Vedi ulteriori info a questo link: http://www.facebook.com/note.php?note_id=41516260945) e che, per uno strano caso del destino, un paio di anni fa circa, ha fatto ufficialmente e nuovamente "capolino" nella vita pubblica di tutti colore che sono abbonati al "gazzettino istituzionale", periodico diffuso dagli uffici stampa dell'istituto "LA NOSTRA FAMIGLIA", a, grazie ad un articolo pubblicato sul n°3 dello stesso (Per chi volesse vederlo, è caricato sui miei server's e lo potete, dunque, trovare a questo link: http://www.alexkyle.it/Articolo_volontariato_lnf2008.pdf).
Da questo articolo (recuperato GRAZIE alla mia super-cugina, Roberta Bosisio: già figura nota a tutti i miei utenti come colei che, nel 2001, mi propose, tramite l'agenzia CTS di Como - sede del suo attuale posto di lavoro - quel famoso viaggio in Grecia che, però, fa parte di un altro discorso...!), di è scatenata dentro di me una voglia matta di tornare ASSOLUTAMENTE sulle tracce di questa persona, senza, però, avere mai nessuna pista battibile per ritrovarlo o per dar alimento alle mie speranze (che, però, non hanno mai smesso di vivere)!
Casualmente, qualche ora fa, sfogliando i commenti postati sul mio blog, in coda all'articolo (che potete leggere a questo link: http://alexkyle.splinder.com/post/18953393) ecco che, inaspettatamente (e per mia grande GIOIA e sorpresa), ecco che mi trovo il seguente messaggio.....

"Ciao, Alessandro, sono Simona (amica di Mariangela la tua educatrice di quel periodo a Caorle) ma forse non ti ricordi di me... anch'io ero a Caorle quell'anno come animatrice dei giovani del gruppo de "la nostra famiglia" di Vicenza ( sia ragazzi che volontari ed educatori) e autrice della foto che, con sorpresa ho trovato in internet nella ricerca di immagini sul volontariato: non puoi immaginare quale gioia e stupore nel ritrovarVI..... il volontario che stai "coccolando" si chiama SIMONE ed è commovente leggere la tua testimonianza - quanti ricordi e che fantastici momenti quell'estate! Purtroppo anch'io ho perso le tracce di Simone chissà se anche lui avrà modo di leggerti e di risponderti....
Ti auguro tutto il bene che desideri e "in bocca al lupo" per quanto stai realizzando nella tua vita.....
un caro saluto. Simona."

Ed ora, eccomi quì a condividere con voi, con una grande emozione nel cuore a condividere questo risvolto che, a questo punto, parla al mio cuore dicendomi solo di non smettere mai di crederci perchè, se tanto mi ha dato tanto, io non posso arrendermi proprio ora, gettando la spugna della speranza, quindi: se qualcuno di voi avesse ulteriori indizi per ottimizzare e velocizzare le mie ricerche, è pregato di contattarmi (anche via mail all'indirizzo: alessandrovilla.1982@alexkyle.it) al più presto possibile!

Grazie!

Ciao!
*Ale*

 

alessandrew82's photo from 11/5/08



MANI
(Fabrizio Colombo)

Vorrei che le parole mutassero in preghiera
e rivederti, o Padre, che dipingevi il cielo.

Sapessi quante volte,
guardando questo mondo,
vorrei che tu tornassi a ritoccarne il cuore.

Vorrei che le mie mani avessero la forza
per sostenere chi non può camminare.

Vorrei che questo cuore
che esplode in sentimenti
diventasse culla per chi non ha più madre.

Mani, prendi queste mie mani,
fanne vita, fanne amore,
braccia aperte per ricevere chi è solo.

Cuore, prendi questo mio cuore,
fa’ che si spalanchi al mondo,
germogliando per quegli occhi
che non sanno piangere più.

Sei tu lo spazio che desidero da sempre,
so che mi stringerai e mi terrai la mano.

Fa’ che le mie strade si perdano nel buio
e io cammini dove cammineresti tu.

Tu soffio della vita prendi la mia giovinezza
con le contraddizioni e le falsità, strumento
fa’ che sia per annunciare il regno
a chi per questa via tu chiami beati.

Mani, prendi queste mie mani...

Noi giovani di un mondo che cancella
i sentimenti e inscatola le forze
nell’asfalto di città, siamo stanchi di guardare
siamo stanchi di gridare, ci hai chiamati
siamo tuoi, cammineremo insieme.

Mani, prendi queste nostre mani,
fanne vita, fanne amore,
braccia aperte per ricevere chi è solo.

Cuore, prendi questi nostri cuori,
fa’ che siano testimoni,
che tu chiami ogni uomo
a far festa con Dio.

vita familiare
8 dicembre 2008
Ciao a tutti e... Bienvenido de nuevo en mi vida, MATTEO!"
Ciao AMICI!
Vi scrivo, oggi, per condividere con voi qualcosa di bello che mi ha dato la forza per credere che, quando porti veramente nel cuore qualcosa o qualcuno, a volte, possono passare anche tanti anni ma il ricordo non passa mai e resta impresso a vita nel cuore.
Dovete sapere, cari amici che, per quanto io "possa aver avuto poco a che fare" con il mio paese (Molteno), ho sempre portato, di esso, nel cuore le persone che più ho ritenuto essere quelle più VERE, quelle più SEMPLICI; quelle che, insomma, per quel poco che ti offrono, non si rendono conto di quanto, effettivamente, ti danno.
Una, tra queste persone, quella del quale voglio parlarvi oggi è MATTEO CAGLIANI.
MATTEO è un ragazzo (ormai diventato uomo) con tanto amore dentro al cuore, sempre pronto ad offrirsi al prossimo e, per Molteno, sicuramente una persona che si è sempre distinta fra le altre come modello di "persona tipo", difatti, se vi capita di incontrare qualcuno per strada in paese e chiedete informazioni/opinioni sul suo conto, vi direbbero sicuramente chè lui e la sua buona famiglia sono le persone più ben viste e più brave tra i compaesani.
Me lo ricordo, una decina/dozzina (se non di più) di anni fa, quando, ancora giovanissimo (non che ora sia vecchio, naturalmente, dato che, per quel che mi risulta, dovrebbe aver, su per giù, sui 35 anni), stava per partire per un viaggio missionario in HONDURAS ed, avendo dei rapporti sociali col centro "La Nostra Famiglia" di Bosisio Parini (sede Lecchese presso la quale facevo ancora frequenza), venne a salutarci e noi (io, più di tutto, in quanto conpaesano), per fargli sentire la nostra partecipazione al suo avvenire, lo salutammo con uno striscione di buon auspicio con scritto "HASTA LUEGO, MATTEO!"!
All'epoca ero ancora un piccolo bambino e non potevo sicuramente immaginare cosa ne sarebbe stato di me e del mio futuro (anche se, certi "crucci". me li porto ancora dentro e credo che, con tutta la mia buona volontà, sia, cmq, difficile lasciarmeli alle spalle..., però ci provo ogni istante della mia vita!) però, di quel momento, ne porto vivo nel cuore il ricordo, come se fosse stato ieri, proprio perchè, già allora, sapevo che sarebbe stato qualcosa che non avrei mai potuto dimenticare.
Difatti è stato così sempre e da sempre; avrei fatto di tutto pur di risentire, almeno per una volta, MATTEO..!
Voi mi direte; "Ma sei scemo; è del tuo paese e fai fatica a trovarlo in giro?"?
La mia risposta, purtroppo, è si. questo soprattutto perchè, nel caso di MATTEO, ho ed ho sempre avuto una grande stima e, data la grande ammirazione che non ha mai smesso di avere da parte dei cittadini Moltenesi, il coraggio di andarlo a cercare, nel piccolo della mia umile ed insignificante persona, mi ha sempre frenato; non ho mai avuto più del coraggio di chiedere a suo cugino DAVIDE come stava e di salutarmelo.
Col tempo, però, il suo nome ed il suo ricordo hanno sempre di più tuonato dentro di me e questo mi faceva sentire mancare qualcosa dentro fino a quando, l'altro giorno, Giovedì 4 Dicembre 2008, non sono più riuscito a tenermi a freno e così mi sono messo alla sua ricerca e, partendo dalla moglie di DAVIDE CAGLIANI, SONIA, sono stato indirizzato ai genitori di MATTEO, i quali, finalmente, mi hanno dato il numero di telefono del loro buon figlio.
Spero la cosa non vi faccia troppo ridere (perchè, se ci penso, è stata tragicomica - più tragica che comica, però - ) ma, preso dall'emozione, dopo aver recuperato il recapito di MATTEO, non ho fatto a tempo a salire le scale che il biglietto aveva fatto "cilecca" uscendo dalle mie tasche e disperdendosi tra i pianerottoli di casa mia e così, se già non era bastato l'imbarazzo della prima telefonata fatta al padre di MATTEO, ecco che mi tocca richiamare e, stavolta, mi risponde la madre.
 
[Colgo, dunque, questa occasione per ringraziare SONIA ed  i genitori di MATTEO per la gentilezza e la disponibilità infinita nei miei confronti!]
 
A questo punto, col numero in mano, non mi restava altro da fare che decidere se chiamarlo subito o aspettare ma, dato che i genitori mi avevano rassicurato che aveva sempre a portata di mano il cellulare, non ho aspettato più di tanto e, anche se il buio fuori mi guardava con aria sospetta, alla fine ho optato per prendere tra le mani il cordless, comporre il numero ed abbandonarmi a ciò che sarebbe accaduto.
5 o 6 squilli a vuoto, dopodichè, ecco che rompe il silenzio una voce squillante e molto famigliare: ovviamente era MATTEO, si; proprio lui, MATTEO CAGLIANI!
Non vi dico cosa non è stato imbarazzante (ed anche emozionante) quel momento nel quale stavo chiamando una persona che, non sentendola da tempo, poteva anche andarmi al diavolo.
A rendere irrequieta la situazione, per di più, ci si è messo pure il mio cellulare che, dalla mia tasca, ad un certo punto ha iniziato a squillare e vibrare, alchè ho chiamato mia mamma (che era in cucina a preparare la cena) e le ho detto: "PER FAVORE, RISPONDIMI TU AL TELEFONO CHE, ADESSO CHE STOPARLANDO AL TELEFONO CON MATTEO DOPO TANTI ANNI CHE NON LO SENTO PIU', PUO' CHIAMARMI ANCHE GESU' CRISTO IN PERSONA CHE NON RISPONDO!"!
Sisi, le ho detto proprio così ed, umilmente, dall'altro capo della cornetta, MATTEO ha fatto una risatina compiaciuta ma, d'altronde: cosa potevo far dato che era tantissimo che desideravo che capitasse quel momento??
E... per fortuna che la chiamata non era per ma ma era un'amica di famiglia che, avendo bisogno di mia mamma, trovando la linea di rete fissa occupata, ha chiamato sul mio numero mobile...!
Vabbeh, dai; anche quel "momento da incubo" è passato e, per qualche minuto, ho avuto l'opportunità di scambiare qualche parola con MATTEO, il quale mi ha raccontato che ora vive ad Erba (Como), è sposato, ha figli (questa cosa, però me l'aveva detta un'amica che ho in comune con MATTEO) e che lavora presso una cooperativa sociale di Erba (Como) che porta il nome di "NOI GENITORI" (da non confondere con la NoiVoiLoro... che, anche se - come ha detto lui stesso -  anche se la conoscono in tanti, non si tratta della stessa cosa!) e pensate che, mentre me lo diceva, erano già le 19.00 e lui... era ancora lì a lavorare.
La cosa bella (che mi ha riempito letteralmente l'anima di gioia) e che, dopo tanti anni, tante esperienze e persone che lui aveva incontrato dopo di me, LUI SI RICORDAVA ANCORA DI ME!
Se potevo piangere dall'emozione in quel momento... lo avrei fatto volentieri; non me lo sarei mai immaginato però è anche vero che, da persone STRAORDINARIE, SPECIALI come MATTEO..., non ci si può mai stupire di niente!
Beh, dai; poi ci siamo scambiati l'indirizzo di posta elettronica, dopodichè ci siamo salutati (ed è stato giusto così perchè, sebbene siano stati solo pochi minuti, dopo tanto tempo, per quella bella conversazione telefonica, non potevo far altro se non esserne MOLTO MA MOLTO CONTENTO e, difatti, è stato proprio così)!
 
Per chi volesse avere ulteriori informazioni sulla cooperativa sociale "NOI GENITORI", può far riferimento a questi recapiti:.... 

Cooperativa Sociale A.R.L."Noi Genitori":

Sede: Via Como,50 Erba
Telefono: 031/641522
Fax: 031/3335476

http://www.cooperativanoigenitori.it/
E-mail: segreteria@cooperativanoigenitori.it

Ed ecco, di seguito, alcune informazioni su di essa:

Responsabili

Felice Mella (Legale Rappresentante)Bruno
Mazza (Responsabile del Servizio)
Antonia Beccalli (Responsabile di Segreteria)

Tipologia servizio

SFA (Servizio di Formazione all'Autonomia per disabili)

Finalità servizio

Finalità del nostro Servizio è accompagnare i ragazzi disabili nel loro percorso di maturazione attraverso una crescita globale mirata alla relazione armonica con il mondo esterno e alla progettazione del futuro. Il nostro Centro rappresenta un riferimento formativo reale e diversificato per il disabile e la sua famiglia, oltre che un punto di riferimento per l'ente pubblico nel delicato compito d'integrazione sociale dei portatori di handicap. Attraverso il piacere dell'apprendere e la gioia del praticare accompagniamo i ragazzi a fare esperienza della realtà in tutte le sue dimensioni, privilegiando quelle maggiormente in sintonia con lo spirito umano, come l'ambiente naturale ed è proprio nel rapporto con esse che miriamo ad assecondare la naturale ricerca del benessere e di una buona qualità della vita.

Interventi formativi

Partendo dall'individuazione di esperienze formative mirate, favoriamo nei ragazzi, nel rispetto dei tempi personali, la capacità di diventare soggetti propositivi, la scoperta dei loro sogni, l'incremento degli interessi personali e l'acquisizione di un maggiore realismo. Offriamo loro spazi, tempi e tecniche per dare un contenuto progettuale al rapporto con la realtà, occasioni in cui possano giocare il bisogno di investire affetti verso un gruppo di coetanei che consenta loro di individuarsi non più solo nell'ambiente sociale ristretto della famiglia. Da obiettivo di per sé generico l'integrazione acquista con la nostra proposta formativa un taglio che lo svincola da una visione asettica e lo lega in modo decisivo alla ricerca dell'affermazione della persona, a ciò che ognuno è e vuole essere e questo anche in termini di realizzazione professionale a cui miriamo favorendo l'acquisizione pratica e teorica di abilità di base in vari settori.

Percorsi formativi

  • Percorso di Formazione all'Autonomia (20 posti)
  • Percorso Formativo Assistenziale (15 posti)
  • Fuori Orario (proposte di integrazione sociale legate al tempo libero e alle vacanze)
  • Stage di Formazione e Orientamento per disabili che frequentano la scuola dell'obbligo

Attività

  • Psicomotoria (nuoto, educazione fisica, escursionismo)
  • Culturali (lettura, scrittura, videocultura, uso del computer, produzione di libri)
  • Autonomia Sociale Personale (spesa, utilizzo dei mezzi pubblici, conoscenza del territorio, autogestione)
  • Formative (manutenzione del verde, lavoro in fattoria, animazione del libro, assistenza alla casa di riposo)

Modalità di funzionamenti

  • Inserimento: al termine del percorso scolastico dell'obbligo
  • Mesi di apertura annua: da settembre a luglio
  • Ore annue di apertura: 1600
  • Orario giornaliero di apertura: dalle 9 alle 16.30

Beh: questo è quanto; non mi resta altro da fare se non salutarvi e rimandarvi alla prossima, tutto ciò, però, non prima (ovviamente) di aver ringraziato di nuovo MATTEO per tutto quello che ha fatto, è stato e significa ancora per me!!!!

In questo mondo del cavolo, un mondo dove tutto va alla rovescia, ragazzi, datemi retta; PRENDETE ESEMPIO DALLE PERSONE COME MATTEO!

Ciao a tutti e buon fine settimana! 

 

A presto!

*Ale*


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SOCIETA'
5 novembre 2008
Ricordi che non svaniscono mai...

Ricordi che non svaniscono mai...

alessandrew82's photo from 11/5/08

Ciao Amici.
Oggi voglio condividere con voi questa fotografia un pò datata nella quale compaio assieme ad un volontario che, tanti anni fa, ha condiviso con me e tanti altri ragazzi una bella esperienza estiva presso la sede di CAORLE (Ve) de "LA NOSTRA FAMIGLIA": istituto nel quale ho vissuto i miei anni scolastici dal 1986 al 2000.
In 14 anni ne sono capitate di cose (belle e brutte) e, tra quelle che ricordo con particolare affetto, c'è, appunto, l'esperienza che ho vissuto quell'anno nel quale ho conosciuto questo ragazzo di vicenza: solo che, essendo passati tanti anni da allora, purtroppo - anke se, probabilmente, farò la figura del pirla smemorato - non mi ricordo il nome di questa persona (che mi auguro possa capire la situazione e perdonarmi nel caso legga questa pagina), però mi ricordo che la sintonia e la sinergia che ci univa era qualcosa di davvero bello; sebbene io ero in quella suddetta sede col gruppo di Bosisio Parini (Lc), mi piaceva passare gran parte del mio tempo con questo tipo di Vicenza e, tra piscina, chitarra e tante altre situazioni speciali, non posso certo dire di non aver compreso quanto, quando qualcuno è predisposto verso il prossimo, sia stato "tanto" ciò che abbiamo condiviso con quel poco che, entrambi, avevamo a disposizione da donare all'altro.
Con altrettanto affetto che, l'ultimo giorno della nostra permanenza a CAORLE, ci siamo scritti l'uno per l'altro una lettera nella quale avevamo l'obiettivo di portare con noi il reciproco ricordo e la cosa bella fu proprio l'accorgermi che, oltre alla citata, una volta rientrato a Molteno (a casa mia), aprendo la mia valigia, mi fece rimanere molto commosso il fatto che ne trovai una seconda ancora più lunga, intensa e significativa; una lettera che, probabilmente, voleva farmi capire che avevo trasmesso veramente qualcosa di positivo a questo volontario.
La lettera, ora, purtroppo non la ho più perchè, col tempo, credo sia andata persa ma, di sicuro, il ricordo di quell'esperienza e di quella persona così tanto disponibile lo custodisco ancora nel cuore e chissà che, anche per lui, non sia la stessa cosa?
Mah: chi può dirlo??
La foto che vedete ha partecipato ad un concorso nel quale hanno partecipato tanti scatti raffiguranti i volontari e mi fa piacere che, dopo più di 12 anni, ora sia di nuovo in circolazione dato che è stata pubblicata sul numero 3 del Notiziario de "LA NOSTRA FAMIGLIA" (periodo Luglio/Settembre) di quest'anno e l'articolo lo potete leggere, sui miei server's, a questo link:

http://www.alexkyle.it/Articolo_volontariato_lnf2008.pdf

Ciao a tutti!

*Ale*

Ps: posto il testo di MANI: la canzone che meglio rappresenta quel momento, rendendo ancora più vivo il ricordo di questo ragazzo/volontario !

 

MANI
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Vorrei che le parole mutassero in preghiera
e rivederti, o Padre, che dipingevi il cielo.

Sapessi quante volte,
guardando questo mondo,
vorrei che tu tornassi a ritoccarne il cuore.

Vorrei che le mie mani avessero la forza
per sostenere chi non può camminare.

Vorrei che questo cuore
che esplode in sentimenti
diventasse culla per chi non ha più madre.

Mani, prendi queste mie mani,
fanne vita, fanne amore,
braccia aperte per ricevere chi è solo.

Cuore, prendi questo mio cuore,
fa’ che si spalanchi il mondo,
germogliando per quegli occhi
che non sanno piangere più.

Sei tu lo spazio che desidero da sempre,
so che mi stringerai e mi terrai la mano.

Fa’ che le mie strade si perdano nel buio
e io cammini dove cammineresti tu.

Tu soffio della vita prendi la mia giovinezza
con le contraddizioni e le falsità, strumento
fa’ che sia per annunciare il regno
a chi per questa via tu chiami beati.

Mani, prendi queste mie mani...

Noi giovani di un mondo che cancella
i sentimenti e inscatola le forze
nell’asfalto di città, siamo stanchi di guardare
siamo stanchi di gridare, ci hai chiamati
siamo tuoi, cammineremo insieme.

Mani, prendi queste nostre mani,
fanne vita, fanne amore,
braccia aperte per ricevere chi è solo.

Cuore, prendi questi nostri cuori,
fa’ che siano testimoni,
che tu chiami ogni uomo
a far festa con Dio.

30 maggio 2008
Per ricordare ANDREA DE VECCHI...
Per ricordare ANDREA DE VECCHI...

8 Giugno 2008 - ANDREA DE VECCHI MEMORIAL

Andrea De Vecchi

ANDREA_DE_VECCHI_pcg Bresso

Andrea è stato amico e calciatore della Polisportiva fino al 11 gennaio 2008, giorno in cui ci ha voluto lasciare impovvisamente a soli 24 anni. Andrea ha giocato sin da bambino nelle giovanili della nostra società; società in cui è rimasto sino alla categoria Allievi vincendo anche due campionato, uno nei giovanissimi e uno negli allievi. In seguito è passato nelle fila di Casatese, Juve Cusano, Afforese per poi tornare alla Polisportiva nel 2006.
Walter. La manifestazione si svolgerà nella giornata di domenica 8 giugno e sarà riservata ai Pulcini 1999

ANDREA_DE_VECCHI_pcg Bresso1


A lui abbiamo voluto dedicare un torneo cui prenderanno parte società che hanno fatto parte della vita calcistica di Andrea o di suo papà

 

Per ulteriori info sull'iniziativa rivolgersi a:

POLISPORTIVA CIRCOLO GIOVANILE BRESSO

Via Galliano 6 

20091 - Bresso

(MI)
Tel. e Fax 0266506009

E-mail: info@pcgbresso.it

Web: http://www.pcgbresso.it


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27 gennaio 2008
ERA STUPENDO (Paolo Meneguzzi)

ERA STUPENDO
(Paolo Meneguzzi) 
SWITZERLAND 2008: Paolo Meneguzzi - Era Stupendo
(http://it.youtube.com/watch?v=T1IihTZs9tQ)

C'è una parte di me
che tacere non sa
quando guardo l'odio che c'è
il dolore, la povertà
mi rivedo bambino io
che correvo nel blu

Era stupendo volare via, sfidare il vento,la fantasia
la tua mano e la mia, nella stessa poesia,
era stupendo

Ma una notte vedrai
dal destino uscirò, lo giuro
se la vita ci aspetterà
torneremo laggiù

Sarà stupendo volare via, sfidare ancora il vento, la fantasia
e poi la tua mano e la mia, nella stessa poesia
era stupendo, era stupendo

perchè non c'è pace finchè
tutti pensano a sè
era stupendo volare via, sfidare il vento,la fantasia
la tua mano e la mia, nella stessa poesia.
era stupendo, era stupendo




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20 dicembre 2007
Jack Frusciante è Uscito Dal Gruppo

Jack Frusciante è Uscito Dal Gruppo

Jack Frusciante è Uscito Dal Gruppo

Cast
Ivano Marescotti, Athina Cenci, Eraldo Turra, Stefano Rivi, Riccardo Pedrazzoli, Andrea Nanai, Patrizia Piccinini, Franco Alvisi, Stefano Sabattini, Giorgio Comaschi
Regia
Enza Negroni
Sceneggiatura
Enrico Brizzi, Enza Negroni
Genere
Drammatico
Distribuito da
MEDUSA FILM (1996)


 

A Bologna, Alex, un teen-ager oppresso dalla scuola e dai genitori, appassionato di musica punk rock, conosce Aidi, una coetanea dai modi francesi, carnagione chiara, capelli lunghi. Iniziano a raccontarsi le rispettive vite: lui prova per lei la più logica delle attrazioni; lei è sempre sulla difensiva, circondata da un discreto mistero e una buona dose di civetteria. Per incontrarsi Alex effettua con la bicicletta pedalate entusiasmanti fino a casa di lei, una villetta immersa nel verde dei colli bolognesi. E quando le chiede di mettersi insieme, Aidi insicura (anche perché deve andare per un anno negli Stati Uniti per motivi di studio), rifiuta sfuggente e il rapporto si interrompe. Alex ricomincia la vita abituale, con in più una nuova affascinante amicizia: Martino, un ventenne di famiglia miliardaria e disgregata, con tutte le libertà possibili che lo portano a condurre una vita scellerata. Aidi, che ha passato settimane banali con due amiche, soffre per la mancanza di Alex, e cerca il compromesso: frequentarsi senza stare insieme. Alex innamorato, accetta e continua a corteggiare Aidi, con la quale tenta approcci anche Mattia, giovane pop piuttosto mediocre. Aidi preferisce Alex, senza d'altronde concedersi, creando comunque un rapporto unico: confidenze ed intimità fanno crescere l'attrazione reciproca. Improvvisamente Martino si suicida: dopo l'ennesima disavventura per problemi di droga ha scritto una lettera claustrofobica in cui spiega la solitudine dorata e la volontà di rifiuto. Aidi e Alex sono i pochi presenti al funerale: il giovane è pieno di rabbia, e i due si lanciano insieme in "motorino" su per i colli; poi lui danza come un indiavolato di fronte a lei piangente. Intanto Mattia continua le sue trame, ma Aidi è sempre più vicina ad A!ex con cui trascorre pomeriggi romantici sui colli, parlando del distacco imminente: c'è la consapevolezza che, oltre ai dodici mesi di distacco, finisce una parte della loro vita. L'ultima notte la passano insieme. All'alba semivestiti, Aidi piange: Alex la bacia per l'ultima volta, poi risale in bicicletta tentando di dare sfogo al suo dolore nelle folli corse sulle strade delle colline bolognesi.


Cast

Padre di Alex
Ivano Marescotti
Madre di Alex
Athina Cenci
Barman
Eraldo Turra
Nardini
Stefano Rivi
Rocco
Riccardo Pedrazzoli
Tony
Andrea Nanai
Madre Aidi
Patrizia Piccinini
Mattia
Franco Alvisi
Hoge
Stefano Sabattini
Confessore
Giorgio Comaschi
Alex
Stefano Accorsi
Caterina
Angela Baraldi
Valentina
Barbara Livi
Martino
Alessandro Zamattio
Aidi
Violante Placido

Credits

Regia
Enza Negroni
Sceneggiatura
Enrico Brizzi, Enza Negroni
Fotografia
Alessio gelsini torresi Dreville
Montaggio
Roberto missiroli Kohout
Musiche
Umberto palazzo Kohout
Scenografia
Giancarlo basili Kohout
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"La Negroni è stata assistente di Avati e si vede. Le fratture spigolose tra questi giovani e i genitori e gli insegnanti, le implicazioni "ideologiche" di questo piccolo romanzo di formazione (i protagonisti simbolo di una generazione attraverso il rapporto esclusivo con la musica e con i testi delle canzoni rivendicano una consapevolezza e una maturità sconosciute ai loro coetanei di altre epoche) sono ammorbidite nel percorso sentimentale, negli sprazzi di lirismo, nei rituali giovanili immersi nella cornice bolognese. Stefano Accorsi e Violante Placido sono efficaci, ma i genitori Ivano Marescotti e Athina Cenci sembrano macchiette, lo stile è approssimativo e la regia modesta." (Il Mattino, Alberto Castellano, 29/4/96)


Copyright © Cinematografo 2006.


 




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8 dicembre 2007
"Storia di un'amicizia"
"Storia di un'amicizia"

Stava seduto su un piccolo promontorio poco distante dal mare.
Il vento scompigliava leggermente i suoi capelli e accarezzava il suo viso con dolcezza.
Teneva lo sguardo basso, i raggi del sole brillavano luminosi e davano fastidio ai suoi occhi scuri, stanchi.
Guardava le onde infrangersi sugli scogli, i gabbiani volare alti, il sole riflettersi sul mare, splendente, dorato, bellissimo.
Pensava e guardava il mare, la spiaggia.
Gli venne vogliadi correre a piedi nudi sulla sabbia.
Poco dopo si alzò ecorse verso la spiaggia.
Si tolse le scarpe, la sabbia era umida, fresca, sottile, piacevole da sentire sotto i piedi.
Il ragazzo corse ancora sulla sabbia. Si sentiva libero.
Dopo aver percorso poche centinaia di metri, si sedette, stanco in riva al mare, con l’acqua fresca che gli sfiorava appena le gambe.
Il suo sguardo si perse nuovamente nel mare.
Era una mattina di ottobre, serena, sorridente; il ragazzo ne aveva approfittato per stare un po’ di tempo sulla spiaggia e riposarsi dal lavoro nei campi.
Guardava al di là dei confini della sua bellissima isola e siguardava intorno, ammirato, innamorato del luogo in cui viveva.
Non si era mai chiesto cosa ci fosse dopo il mare, quali terre straniere ci fossero, chi le abitasse…L’unico suo pensiero, sin da quando era piccolo, era il lavoro. Spesso però, stanco, si riposava sulla spiaggia e ascoltava il rumore del mare e i sussurri leggeri del vento.
In quel periodo la Sardegna era davvero meravigliosa, calda e accogliente come sempre.
Le campagne rimanevano verdi, anche se le foglie degli alberi s’ingiallivano d’autunno, i ruscelli, dopo qualche pioggia, cominciavano a riempirsi d’acqua, gli uccellini migravano e il mare era sempre bellissimo, azzurro, incantato.
Il ragazzo rimase ancora un po’ seduto sulla sabbia sottile ad ammirare il panorama, poi decise di tornare a casa.
Era quasi ora di pranzo quando arrivò; abitava poco distantedalla spiaggia, su un piccolo promontorio dal quale potevavedere un paesaggio stupendo, in una casupola piccola, magraziosa.
Le pareti erano costituite da mattoni di fango, fatti asciugare al sole, mentre il tetto era fatto di fango e paglia.
All’interno, l’arredamento era povero, ma sufficiente: quattro sedie, un tavolo e tre letti.
Il ragazzo viveva in quella casupola con i suoi genitori che, quel giorno, erano tornati stanchi dopo ore sotto il sole passate a lavorare nei campi.
Il padre del ragazzo era un contadino, con capelli e occhi scurissimi, basso, un po’ robusto, ma simpatico e sempre allegro.
La madre aveva lunghi capelli neri, legati sotto il fazzoletto scuro che teneva sempre legato attorno al collo, due occhi neri e profondi e un sorriso sereno sempre stampato sul viso piccolo e paffuto.
Anche lei era un po’ robusta, ma indossava sempre una lunga gonna grigia larga e delle maglie poco aderenti che non evidenziavano troppo le sue forme.
Cucinava davvero benissimo; preparava in casa gli agnolotti con patate, i malloreddus e i ravioli di ricotta; sapeva cucinare alla perfezione tutti i tipici dolci sardi, le pardule, i guelfus, i papassini, la torta di saba….Insomma, era davvero una cuoca eccellente; e anche come sarta era bravissima.
Aveva sempre desiderato di possedere un vestito elegante per le feste, con quella splendida gonna lunga, rossa con le pieghe, la camicia bianca con il colletto di pizzo, la cuffietta rossa per i capelli da portare sotto il velo bianco ricamato a mano, ma il denaro non era sufficiente per comprarne uno, così, acquistati i materiali, aveva deciso di cucirlo da sé.
Quel giorno era davvero stanchissima per le calde ore passate sotto il sole ad aiutare il marito nei campi. Il ragazzo non era andato a lavorare la mattina e i suoi genitori avevano risentito della sua assenza.
Ad ogni modo il pranzo era pressochè pronto e tutti e tre, affamati, avrebbero finalmente mangiato.
A tavola, tra un boccone e l’altro, parlarono di come avevano passato la giornata.
Dopo pranzo il ragazzo tornò a sedersi sul piccolo promontorio.
Aspettava i suoi amici e intanto guardava il mare.
Il sole caldo gli sfiorava le guance, il vento gli sussurrava nelle orecchie e le onde del mare cantavano per lui una canzone infinita.
Gli era sempre piaciuto tantissimo perdere lo sguardo nell’azzurro magico del mare, quando non aveva altro da fare etutti i giorni, dopo pranzo, aspettava seduto lì i suoi amici.
Giocavano con delle trottole di legno chiamate bardunfule, oppure con su barralliccu, una trottola di legno a forma di dado con quattro facce che veniva fatta girare dopo aver messo in gioco una posta. Su ognuna delle quattro facce vi era una lettera, P, iniziale di “poni”(metti), M, iniziale di “mesu”(mezzo), N, inziale di “nudda”(niente), T, iniziale di “tottu”(tutto), da cui si desumeva l’esito della giocata.
Giocavano anche con sa bocc’e zappulu, una palla ottenuta dauna vecchia calza riempita di stracci, ma, quando erano in tanti, preferivano giocare a “Is quaddus prontus”, gioco cheli divertiva sempre tantissimo.
 Dopo aver formato due squadre, cavalli e cavalieri, il primo cavallo si chinava e poggiava le mani sul muro e così facevano tutti gli altri cavalli uno a fianco all’altro.
I cavalieri, allora, presa la rincorsa, salivano uno alla volta in groppa anche a costo diformare una piramide umana.
Quando un cavaliere cadeva, ledue squadre si invertivano i ruoli.
Ad ogni modo, quel giorno, non venne nessuno dei suoi soliti amici, così, il ragazzo, rimase solo a guardare il mare.
Suo padre, che si preparava ad andare a caccia, lo vide solo, seduto sulle rocce grigie coperte da un sottile strato d’erba, così gli propose di andare a caccia con lui.
Il ragazzo accettò senza esitazione; poche volte suo padre gli aveva fatto una proposta del genere e lui era sempre stato affascinato dalla caccia.
Ci misero poco, con i cavalli, ad arrivare in campagna
.Il sole era molto forte, ma si era levata una leggera brezzolina che rinfrescava l’ambiente.
In quella giornata d’autunno, la campagna verdeggiava, gli alberi dondolavano cullati dal vento, gli uccellini cinguettavano e un rigagnolo d’acqua sgorgava dal piccolo ruscello accanto al quale si erano fermati, producendo un piacevole suono.
Il cielo aveva assunto una bellissima tonalità d’azzurro e brillava sotto i raggi del sole, mentre l’erba si muoveva ac-compagnata dal vento leggero.
Il padre del ragazzo si era addentrato nelle stradine piùinterne con il fucile, alla ricerca di qualche preda, mentre lui osservava un grosso falco che si era posato sulla rivadel ruscello per abbeverarsi.
Non aveva mai visto un uccello tanto bello e tanto grande, dal piumaggio lucido e splendente, e lo guardava rapito nascosto dietro a dei cespugli di mirto e lentischio.
Fu questione di un attimo; il ragazzo si distrasse per un secondo ed inciampò; bastò un lieve rumore per far volare via quel falco così maestoso e bello e bastò una distrazione per far partire un colpo dal fucile del ragazzo.
Il falco cadde; era stato colpito ad un’ala. Il padre del giovane, avendo sentito il rumore di uno sparo, tornò indietro per vedere cosa fosse successo e vide suo figlio che guardava quel povero animale, impotente e incapace di farequalsiasi cosa.
Da cacciatore esperto sorrise, di solito i falchi erano usati per cacciare e non per essere cacciati, ma non volle lasciar morire quell’uccello tanto bello, così, dopo averlo messo nella sacca di cuoio sulla sella destinata alle prede, lo portò a casa.
Fu principalmente il ragazzo ad occuparsi della guarigione del falco, gli fasciò l’ala ferita e la medicò con erbe curative, gli diede da mangiare insetti e piccoli animali come topi o bisce e gli costruì un bel nido di paglia e fango.
Pian piano il falco, da scostante e impaurito si affezionò al ragazzo che si occupava di lui con tanta cura e affetto.
In breve tempo il falco si riprese e, anche se non era ancora guarito del tutto, riusciva a compiere piccoli voli, accompagnava il ragazzo e i suoi genitori quando si recavano a lavorare nei campi e quand'era stanco stava appollaiato sulla spalla del suo padroncino.
Faceva anche brevi voli in riva al mare quando il ragazzo correva sulla battigia nell’acqua fresca e passava tanto tempo con lui sulla spiaggia.
In poco tempo il falco tornò bellissimo come il giorno cheil ragazzo l’aveva visto abbeverarsi sul piccolo torrente, con le piume lucide dai colori sfumati e lo sguardo vispo e attento.
Divennero ben presto due amici inseparabili, il falco non si allontanava mai dal ragazzo, se non per qualche volo in alto nel cielo azzurro e il ragazzo non usciva mai di casa se non accompagnato dal suo fedele amico.
Tante volte, la mattina, quando il giovane si svegliava, trovava accanto al letto dei piccoli animali morti che il falco catturava per lui.
Era nato tra di loro un sentimento tanto raro quanto prezioso, una vera e sincera amicizia.
Gli altri ragazzi divennero ben presto invidiosi, non solo per il fatto che il giovane non passava più tanto tempo con loro, ma anche perché egli possedeva un animale tanto maestoso ed elegante.
Fu uno di loro ad avere l’idea di portar via al ragazzo ilsuo falco e altri tre giudicarono ottima la proposta.
Avvenne tutto in una mattina nuvolosa.
Il ragazzo e il falco stavano seduti, come al solito, in riva al mare.
Il cielo era grigio e poco rassicurante, il sole non si specchiava sul mare, ma stava nascosto dietro alle nuvole; eppure si stava bene, l’atmosfera era tranquilla, la spiaggia serena, il rumore delle onde riposante.
Non fu difficile per loro catturare il falco, ancora debolead un’ala a causa della ferita, mentre il ragazzo correva spensierato in riva al mare.
Soltanto quando si fermò, si accorse che il falco era sparito.
Lo chiamò più e più volte, ma dell’animale neanche l’ombra.
Lo cercò dappertutto, si arrampicò su tutti gli alberi poco distanti dalla spiaggia, ma ogni ricerca fu vana.
Il ragazzo divenne rapidamente triste.
Tornò a casa e, dopo aver raccontato al padre della scomparsa del falco, sellarono i cavalli migliori e proseguirono inutilmente le ricerche.
Rientrarono a tarda sera, e il ragazzo si rassegnò all’ideadi aver perso un amico così importante.
Andò a letto senza mangiare e, quando fu solo, pianse.
Non riuscì ad addormentarsi.
I raggi luminosi della luna penetravano attraverso la finestra, le stelle brillavano numerose quella sera e stette a guardarle incantato e pensieroso.
A notte fonda sentì dei forti rumori provenire dall’esterno della sua finestra e quando aprì per controllare cosa fosse, trovò il falco sul davanzale della finestra, svenuto, stanco,ferito.
Era stato legato, ma era riuscito a liberarsi ferendosi ed era tornato dall’unica persona in grado di occuparsi di lui.
Inutile descrivere la gioia del ragazzo quando lo vide.
Si prese cura di lui subito e con tanto affetto e in breve tutte le ferite del falco guarirono.
Tornò ancora una volta bellissimo e maestoso come era sempre stato e il ragazzo non si separò più da lui neanche per unistante.
E tornarono tante volte ad ammirare quel bellissimo paesaggio dal promontorio, con le onde che si infrangevano violente sugli scogli, il sole che si rifletteva splendente sul mare, il cielo che brillava azzurro illuminato dal sole e, tante volte, il falco compiva lunghi voli libero sull’immensa distesa del mare, mentre il ragazzo lo guardava da lontano, ammirando la spiaggia con la sua sabbia dorata e facendosi sfiorare il viso delicato dal vento fresco e leggero.



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8 dicembre 2007
Storia di amicizia
Storia di amicizia

C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata.
Tutti quanti gliel'ammiravano: era davvero perfetto, senza il minimo difetto.
Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: "Beh, a dire il vero.. il tuo cuore è molto meno bello del mio."
Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo.
Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici.
C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano,così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi.
Così tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando!",disse. "Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime.".
Vero.", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio affetto:
ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore.
Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi così ho qualche bitorzolo, a cui sono affezionato, però: ciascuno mi ricorda l'affetto che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto:
questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che provo anche per queste persone... e chissà?
Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la VERA bellezza?".
Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto.
Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel' offrì con le mani che tremavano.
Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Il giovane guardò il suo cuore, che non era più "il cuore più bello del mondo", eppure lo trovava più meraviglioso che mai: perchè l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.
In questa storiella c'è racchiusa un pò di vita di tutte le persone..., ognuna con il suo cuore..., con i suoi bitorzoli, con i suoi vuoti..., e con tutto ciò che nel corso degli anni si è donato e si è ricevuto...
Alla fine ognuno di noi ha un qualcosa di importante... un qualcosa che resterà per sempre dentro e che lo accompagnerà per tutta la vita.



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7 dicembre 2007
TI VOGLIO BENE (Tiziano Ferro)

TI VOGLIO BENE

(Tiziano Ferro)
(http://it.youtube.com/watch?v=RB7fVEOe2ho)

Una è troppo poco...due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora…
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri invece da domani non lo so

Vorrei ringraziarti vorrei stringerti alla gola
Sono quello che ascoltavi, quello che sempre consola
Sono quello che chiamavi se piangevi ogni sera
Sono quello che un po’ odi e che ora un po’ ti fa paura
Vorrei ricordarti che ti son stato vicino
Anche quella sera quando ti sentivi strano
E ho sopportato
Però adesso non rivoglio indietro niente
Perché ormai secondo te ho tutto quello che mi serve
Un applauso forte sotto le mie note
Una copertina ed anche un video forte
Fidanzate tante quante se piovesse
Anche se poi le paure son le stesse
Ora che ho sempre tantissimo da fare
Dici che non ho più tempo per parlare
Ma se solo bisbigliando te lo chiedo
Tu sarcastico ti tiri sempre indietro
E quindi...

Una è troppo poco…due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora...
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri invece da domani non lo so

Un altro viaggio e poco tempo per decidere
Chi ha caldo a volte non si fermerebbe mai
È troppo presto per ricominciare a ridere
Sicuramente il momento arriverà
Sono passati lentamente venti giorni
Sono trascorsi rimpiangendo i miei sogni
E in quanto a te so solo che se ti vedessi
Sarei più stronzo di ciò che ti aspettassi
È terminata l’amicizia da due ore
Ho seppellito l’incoscienza del mio cuore
In 4/4 ti racconto
Disilluso e non contento
L’allegria e la magia che hai rovinato
Ti ho visto camminare mezzo metro sopra al suolo
Dire in giro “sono amico di Tiziano”
E rassicurarmi di starmi vicino
Poi chiacchierare al telefono da solo
Dietro l’ombra di sorrisi e gesti accorti
Sono passati faticando i nostri giorni
E per quanto non sopporti più il tuo odore
Mi fa male dedicarti il mio rancore
E quindi...

Una è troppo poco...due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri
Invece da domani non lo so

E’ che ti sono debitore di emozioni
E’ che al mondo non ci sono solo buoni
Magari questo lo sapevo ma è diverso
Viverlo sulla tua pelle come ho fatto io con te
E fu Latina a farci unire e poi pagare
Una canzone può anche non parlar d’amore
E ancora con tutto il cuore te lo dico
Anche se da due settimane non sei più
Mio amico
Una è troppo poco…due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora...
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri invece da domani non lo so 

Una è troppo poco…due sono tante
Quante principesse nel castello mi hai nascosto
TI VOGLIO BENE...te lo dicevo anche se non spesso
TI VOGLIO BENE...me ne accorgevo prima più di adesso
Tre sono poche..quattro sono troppe
Quante quelle cose che hai rinchiuso nel castello e ancora...
TI VOGLIO BENE...e nonostante tutte le attenzioni
TI VOGLIO BENE...dall’altro ieri invece da domani non lo so




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7 dicembre 2007
Non Voltarti Di Là Cristina D'Avena (L'Europa Siamo Noi - 1991)

Non Voltarti Di Là
(Cristina D'Avena - "L'Europa Siamo Noi" - 1991)
Non voltarti di la - cristina d'avena - 1990
(http://it.youtube.com/watch?v=JCfuIMi6xqA)

Sogni un mondo perfetto senza impurità
che regali ad ogni uomo la felicità
dove tutto profumi sempre d'onestà
perché regna sovrana l'imparzialità,
ma accampata alle porte della società
rende scuro il tuo sogno l'aspra verità.
Sogni un mondo perfetto senza impurità
dove ognuno abbia sempre un'opportunità,
ma il tuo sogno si scontra con la realtà
che rifiuti sempre con caparbietà
per non affrontare l'aspra verità!

Non voltarti di là perché la realtà
così non migliorerà.
Non voltarti di là perché la realtà
al varco ti aspetterà,
solo se l'affronterai
poi cambiarla potrai.
Non voltarti di là perché la realtà
così ti vincerà.

Sogni un mondo perfetto senza impurità
dove non si derida la fragilità,
ma il tuo sogno si scontra con la realtà
che rifiuti sempre con caparbietà
per non affrontare l'aspra verità!

Non voltarti di là perché la realtà
così non migliorerà.
Non voltarti di là perché la realtà
al varco ti aspetterà,
solo se l'affronterai
un dì cambiarla potrai.
Non voltarti di là perché la realtà
allora ti vincerà.
Solo se l'affronterai
tu finalmente l'accetterai.
Guarda in faccia anche tu questa nostra realtà
così migliorerà.



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7 dicembre 2007
Crescerai (Cristina D'avena - "CRI CRI - 1990)

Crescerai
(Cristina D'avena - "CRI CRI" - 1990)
video
(http://it.youtube.com/watch?v=CFg6cs-_FJQ)

Sei felice spensierato e allegro sai
giochi corri e vai con gran vivacità 
ma un granello d'ombra nei tuoi occhi c'è¨
perchè¨ vorresti già  aver più della tua età 

Vola questo bel sogno vola
vola sempre più in alto vola

Ogni giorno mordi il freno più che mai
tu pensi che così
 più veloce crescerai

Crescerai e grande sarai
ma non correre adesso
la strada ancora tu non la sai
Crescerai bimbo ti rivedrai
ma se bruci le tappe
qualcosa perderai

Vivi sempre la tua vita e poi vedrai
che se lo vorrai adulto diverrai
non attraversare mai l'arcobaleno
ma portalo con te anche quando crescerai

Crescerai e grande sarai
ma non correre adesso
la strada ancora tu non la sai
Crescerai bimbo ti rivedrai
ma se bruci le tappe
qualcosa perderai

Crescerai più grande sarai
ma non correre adesso
la strada non la sai
e se bruci le tappe
qualcosa perderai




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7 dicembre 2007
Rimani Te Stesso - Cristina D'Avena -> Cristina (1989)

Rimani Te Stesso
(Cristina D'Avena - "Cristina"  - 1989)
 
http://www.youtube.com/watch?v=1mUyOX234TA]

 Davanti a te la tua gioventù e la sua trasparenza
Con i suoi ideali e le sue verità

Dietro di te adesso c'è tutta la tua infanzia
Non guardarti indietro, guarda davanti a te

Cercando in te con capiarbietà raccogli il tuo coraggio
Sorpassando in corsa ogni avversità

E mentre vai ricorda che questa è la tua vita
E che tu, solo tu la puoi fare tua
Con la scelta di essere te stesso

Se rimani te stesso scoprirai che ti piacerai
E con gioia e fiducia tutto tuo tratterai

Se rimani te stesso sceglierai e deciderai
Non c'è proprio nessuno che può farlo per te

Accresci in te la capacità di usare la tua testa
Traccia la tua strada, non ti perderai

E mentre vai ricorda che questa è la tua vita
E che tu, solo tu la puoi fare tua
Con la scelta di essere te stesso

Se rimani te stesso sceglierai e deciderai
Non c'è proprio nessuno che può farlo per te 

Se rimani te stesso

Credi in te e tu darai di più
Credi in te e tu sarai te stesso

Credi in te e tu darai di più
Credi in te e poi per la tua strada

 Credi in te e tu darai di più
Credi in te e tu sarai te stesso

Credi in te e tu darai di più
Credi in te e poi per la tua strada 



Se rimani te stesso scoprirai che ti piacerai
E con gioia e fiducia tutto tu affronterai

Se rimani te stesso sceglierai e deciderai
Non c'è proprio nessuno che lo può fare per te




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7 dicembre 2007
Alcune riflessioni sul significato dell'AMICIZIA, un fenomeno che ho analizzato con passione. (Estratto da "L'amicizia", Francesco Alberoni, Garzanti)
 
Alcune riflessioni sul significato dell'amicizia, un fenomeno che ho analizzato con passione. 

Esiste ancora l'amicizia nel mondo contemporaneo?
Ad una prima osservazione sembrerebbe di no.

Il mondo degli affari è dominato dal mercato e dall'utile economico. La politica dalla competizione per il potere. In entrambi i casi c'è ben poco spazio per rapporti personali sinceri. Il mondo moderno, inoltre, ci impone un continuo mutamento. Quando cambiamo residenza e lavoro finiamo anche per lasciare i vecchi amici. Promettiamo di rivederci ma, poi, sorgono in noi nuovi interessi, nuovi bisogni, abbiamo nuovi incontri.

Nessuno può restare immobile e guardarsi indietro. In Italia, la parola amicizia ha assunto addirittura un significato negativo, di privilegio, di raccomandazione. Per trovare un posto di lavoro, per essere ammesso all'ospedale, per avere una casa in affitto, occorrono delle raccomandazioni, delle amicizie. Se segui la procedura regolare, burocratica, non ottieni nulla. L'amicizia è il mezzo per passare davanti agli altri, per eludere la norma.

La parola amicizia ha finito, così, per indicare i criteri particolaristici, i privilegi, grandi e piccoli, in un sistema che, se fosse giusto, dovrebbe essere invece retto da criteri universalistici e di merito. Il mondo moderno (Vedi la notissima teoria di Talcott Parsons, Il sistema sociale, Comunità, Milano 1965) è caratterizzato dal passaggio dai ruoli particolaristici, ascritti, ed emotivi a ruoli universalistici, acquisiti e neutrali. L'amicizia appare, perciò, come un anacronismo e, per di più, fonte di ingiustizia. In una società giusta le posizioni vanno attribuite non in base all'amicizia, ma al merito valutato in modo imparziale. I servizi sociali devono erogare le loro prestazioni non ai raccomandati, ma a tutti. Un sistema amministrativo infiltrato dall'amicizia è clientelare, mafioso, ingiusto. Molti, perciò, pensano che l'amicizia sia una sopravvivenza del passato. Qualcosa come la lealtà feudale, oppure la magia o il folklore. Secondo costoro l'amicizia, col passare degli anni, perde di importanza, ed il suo destino è di scomparire per lasciare il posto a rapporti impersonali ed obiettivi. Altri ritengono che l'amicizia riuscirà a sopravvivere, ma confinata accuratamente alla sfera dell'intimo, senza alcuna contaminazione con gli affari, i pubblici uffici e la politica.

La tesi di questo libro è che, nonostante questa prima impressione catastrofica, le cose non stiano affatto così. L'amicizia continua ad essere una componente essenziale della nostra vita. Probabilmente nella stessa misura del mondo antico (il rinnovato interesse per questo argomento, anche in Italia, è testimoniato dal fatto che il v Congresso internazionale di studi antropologici siciliani - Palermo, 24-26 novembre 1983 - ha scelto come tema: L'amicizia e le amicizie). Anche la sua struttura essenziale, ciò che la distingue da tutti gli altri tipi di relazione interpersonale, non è cambiata. Cinque secoli prima di Cristo e in una tradizione culturale. totalmente diversa, come quella cinese, Confucio elencava cinque tipi fondamentali di relazioni interpersonali. La relazione fra imperatore e suddito, quella fra padre e figlio, la relazione fra uomo e donna e quella fra fratello maggiore e fratello minore. Tutti e quattro questi tipi di relazione sono gerarchici, fra superiore ed inferiore.

Esiste però una quinta relazione che non è gerarchica, ma avviene fra uguali: è l'amicizia. Certo, nelle diverse epoche e nelle diverse società, l'amicizia si presenta in forme diverse. In una società guerriera sarà essenzialmente una fratellanza d'armi. È questa l'immagine dell'amicizia che ci hanno trasmesso i poemi dell'antichità: Patroclo e Achille, Eurialo e Niso, Enea e Pallante. Venendo verso l'epoca moderna troviamo amicizie in cui sono più importanti la cultura e la politica. Dante, Guido Cavalcanti e Lapo Gianni erano tre poeti della Firenze del '200. Michel de Montaigne e Etienne de La Boétie erano due scrittori della Francia del '500. Ancora più recentemente troviamo l'amicizia fra Marx ed Engels e quella fra Max Horkheimer e Theodor Adorno. La prima ha influenzato tutta la politica contemporanea, la seconda il pensiero sociologico.

Non dobbiamo, però, farci troppo fuorviare dalle differenze. Certo, queste ci sono, ma esiste anche qualcosa di comune che ci consente, appunto, di parlare di amicizia in tutti questi casi. Per identificare ciò che è caratteristico del fenomeno che vogliamo studiare, non è tanto sulla diversità che dobbiamo soffermarci, quanto su questi elementi comuni. Ci colpisce allora, per prima cosa, questo fatto. La parola amicizia non ha un solo significato, ma diversi. E non solo da oggi. Lo aveva rilevato già duemila anni fa Aristotele che aveva appunto cercato di distinguere diversi tipi di amicizia per identificare, fra essi, la «vera» amicizia. Per Aristotele la distinzione più importante è quella fra amicizia fondata sull'utile e quella fondata sulla virtù, l'unica che merita il nome di vera amicizia (Aristotele, Etica Nicomachea, Laterza, Bari 1979, pag. 195 e segg.).

Anche nella Grecia antica, perciò, il legame che univa due soci di affari non era l'amicizia, ma l'interesse a far prosperare la loro impresa. Anche allora l'amicizia fra i politici era, spesso, soltanto una forma dell'utile politico. Vediamo, allora, brevemente quali sono i significati più comuni di questa parola. Ci accorgeremo che, nella maggioranza dei casi, la parola amicizia ha ben poco a che fare con quello che noi intendiamo quando pensiamo ad un vero amico.

Primo significato: i conoscenti. La maggior parte delle persone che consideriamo nostre amiche sono, in realtà, solo dei conoscenti. Persone, cioè, che non ci sono lontane come la totalità amorfa degli altri. Sappiamo che cosa pensano, che problemi hanno, li sentiamo affini, ci rivolgiamo a loro per aiuto e li aiutiamo volentieri. Abbiamo con loro buoni rapporti. Però non abbiamo una profonda confidenza, non raccontiamo loro le nostre ansie più segrete. Vedendoli non ci sentiamo felici, non ci viene spontaneo di sorridere. Se hanno successo, o ricevono un premio, o hanno un colpo di fortuna, non ci sentiamo felici come se fosse successo a noi. In molte amicizie di questo tipo c'è addirittura invidia, maldicenza, antagonismo. I rapporti ostentatamente cordiali, talvolta, coprono una realtà conflittuale, o una profonda ambivalenza. Certo, queste persone non ci sono estranee, ci sono anzi vicine. Ma perché dobbiamo chiamare amicizia relazioni affettive così diverse? Siamo di fronte ad un uso improprio del termine. Lo era nel passato e lo è oggi.

Secondo significato: solidarietà collettiva. Occorre inoltre distinguere, così come avevano già fatto gli antichi, l'amicizia dalla solidarietà (su questo argomento esiste una analisi molto bella compiuta da Luigi Lombardi Vallauri, Amicizia, carità, diritto, Giuffrè, Milano 1974, pag. 15 e segg.). In questo secondo senso, amici sono tutti coloro che stanno dalla nostra parte, per esempio in una guerra. Da un lato gli amici, dall'altro i nemici. Questo tipo di solidarietà non ha nulla di personale. Colui che porta la mia stessa divisa è amico; ma di lui non so nulla. A questa stessa categoria appartengono le forme di solidarietà che si costituiscono nelle sette, nei partiti e nelle chiese. I cristiani si chiamano fra loro fratelli o amici. I socialisti compagni, i fascisti camerati. Siamo sempre, però, in presenza di legami collettivi, non di rapporti rigorosamente personali.

Terzo significato: relazioni di ruolo. È la classe delle relazioni di tipo personale, ma basate sul ruolo sociale. Abbiamo qui l'amicizia secondo l'utile, sia quella dei soci in affari, sia quella dei politici. Questo tipo di legami ha ben poco di affettivo, e dura finché dura l'utile da salvaguardare. Vi troviamo, inoltre, molte relazioni professionali, fra colleghi di lavoro e fra vicini di casa.

Quarto significato: simpatia e amichevolezza. Arriviamo, infine, alla categoria costituita dalle persone con cui ci troviamo bene, che ci sono simpatiche, che ammiriamo. Anche in questo caso, però, occorre essere prudenti ad usare l'espressione amicizia. Spesso si tratta di stati emotivi labili, superficiali.

Cosa dobbiamo intendere, allora, per amicizia? Intuitivamente questa parola ci fa venir in mente un sentimento sereno, limpido, fatto di fiducia, di confidenza. Anche le ricerche empiriche mostrano che la stragrande maggioranza della gente la pensa press'a poco nello stesso modo (vedi P. Babin, Friendship, Herder e Herder, New York 1967; M. Brenton, Friendship, Stein and Day, New York 1974; G.A. Allan, A Sociology of Friendship and Kinship, George Allen e Unwin, London 1979.).

In un libro recente J.M. Reisman, dopo aver esaminato tutta l'immensa letteratura sull'argomento, ha dato la seguente definizione dell'amicizia: «Amico è colui a cui piace e che desidera fare del bene ad un altro e che ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati (John M. Reisman, Anatomy of Friendship, Irvington Publishers, New York 1979.). Con questa definizione Reisman colloca l'amicizia nel mondo dei sentimenti altruistici e sinceri. Non è possibile alcuna confusione con l'interesse, il calcolo ed il potere. Semmai il difetto della definizione di Reisman è di essere troppo generica. Anche una madre desidera fare del bene al suo bambino e ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati. Lo stesso avviene nel rapporto fra innamorati, fra coniugi che si amano, o fra fratelli, se i fratelli si vogliono bene. La definizione di Reisman riguarda, in generale, l'amore. Amare, scriveva San Tommaso d'Aquino, è voler rendere felice l'altro.

Il percorso fatto è molto importante. Nel linguaggio corrente la parola amicizia ha numerosi significati. Sta ad indicare il socio, il conoscente, la persona simpatica, il vicino, il collega, tutti coloro che ci sono prossimi. C'è però oggi, come nel più remoto passato, un altro significato, quello di amico personale a cui vogliamo bene e che ci vuole bene. Quest'ultimo tipo di amicizia appartiene ad una classe più ristretta di relazioni interpersonali: le relazioni di amore. Quando pensiamo ai nostri amici più cari, alla vera amicizia, pensiamo ad una forma di amore fra persone. È facile distinguere l'amicizia dalle relazioni sociali più superficiali, dai rapporti utilitaristici o da quelli fondati su ruoli professionali.

Il vero problema, quello che, finora, non è stato ancora affrontato, è come distinguerla dalle altre forme di amore fra persone. Per esempio, in che cosa differisce l'amicizia dall'innamoramento? Ci sono numerosi autori che ritengono questa differenza minima, o poco rilevante. È più facile distinguere l'amicizia dall'amore materno, o da quello paterno, o dall'affetto tra fratelli. Anche in questo caso, però, vi sono dei caratteri in comune. Noi diciamo che quello è un nostro «amico fraterno». Talvolta nell'amicizia si esprime un atteggiamento paterno o filiale. Per esempio Friedrich Nietzsche cercava in Wagner una figura paterna. È amicizia questa? Oppure l'amicizia deve essere reciproca? Vi sono anche molti rapporti di amore ambivalenti, dove ciascuno cerca di dominare l'altro, di tenerlo legato a sé. La vita quotidiana è intrisa di questi sentimenti meschini. L'amore dell'amicizia è di questo genere? Possiamo cercare di manipolare il nostro amico? O, invece, l'amore dell'amicizia è di tipo particolare e deve essere limpido, sempre limpido perché, in caso contrario, l'amicizia, semplicemente, svanisce? Sono queste le domande a cui dobbiamo rispondere per identificare il tipo di amore specifico dell'amicizia.

È questo l'argomento della presente discussione. Ci aspetta, perciò, una analisi attenta ai particolari, per identificare quello che è esclusivo dell'amicizia, soltanto suo.

Mi sembra opportuno incominciare subito questa analisi, per entrare nel vivo del problema. E lo farei confrontando l'amicizia con una forma di amore con cui, spesso, viene confusa (per esempio il già citato J.M. Reisman e, ancor più gravemente, A. Douglas, Friends: a trae story of male love, Coward, McCann & Geoghegan, New York 1973. Lo stesso avviene nel caso del bel libro di Robert Brain, Friends and Lovers, Basic Brooks, New York 1976.): l'innamoramento. Sgombreremo il campo mostrando che sono due fenomeni diversissimi, addirittura opposti. L'innamoramento è un fatto, un accadimento, che ha un inizio definito. Alla sua origine c'è lo stato nascente (Francesco Alberoni, Innamoramento e amore, Garzanti, Milano 1979), una folgorazione, una rivelazione. L'amicizia, invece, non diventa se stessa con una rivelazione unica iniziale, ma con una serie di incontri e di approfondimenti successivi.

Un'altra differenza fra innamoramento e amicizia è che non esiste un innamoramento vero ed uno meno vero. Non ci sono gradi di innamoramento: moltissimo, molto, abbastanza, un poco. Se dico «sono innamorato», dico tutto. L'innamoramento segue la legge del tutto o del nulla. L'amicizia, invece, ha tante forme e tanti gradi. Va da un minimo verso un massimo di perfezione. L'amicizia può essere piccola, solo un moto dell'animo, oppure grande, grandissima. L'innamoramento è perfetto fin dall'inizio. L'amicizia, invece, muove verso il di più. Quando parliamo di amicizia abbiamo presente sempre anche un ideale, una utopia.

Continuiamo la nostra analisi. L'innamoramento è una passione. In tedesco passione si dice Leidenschaft. Leiden è la sofferenza. Nella passione c'è, infatti, sempre anche un soffrire. L'innamoramento è estasi, ma anche tormento. L'amicizia, invece, ha orrore della sofferenza. Quando può la evita. Gli amici si cercano per stare bene insieme. Se non ci riescono, tendono a lasciarsi, a mettere un po' di distanza fra di loro. Un'altra fondamentale differenza è che io posso innamorarmi di qualcuno e non essere corrisposto. Non per questo cesso di essere innamorato. L'innamoramento nasce senza reciprocità e ne va alla ricerca. L'amicizia, invece, richiede sempre, mi pare, una qualche reciprocità. Io non resto amico di uno che non è mio amico. Nell'innamoramento costa sempre una terribile fatica lasciare chi si ama. Per liberarmi di un innamoramento non corrisposto, io devo esercitare una violenza su me stesso, odiare l'altro. Ma l'odio per l'amato è, a sua volta, una sofferenza, la più atroce delle sofferenze. Nell'amicizia, invece, non c'è spazio per l'odio. Se io odio un mio amico non sono più suo amico, l'amicizia è finita. Nell'innamoramento la persona amata è trasfigurata. È ad un tempo lei stessa e più che lei stessa. L'amato è duplice: il concretissimo essere davanti a me e la divinità che incorpora in sé tutto il possibile del mondo, tutto ciò che io proietto in lui. L'amore è rivelazione di qualcosa che ci trascende. La preghiera verso l'amato è un grido di disperazione. L'amico, invece, non è trasfigurato.

Dall'amico mi aspetto che condivida l'immagine che ho di un me stesso o, perlomeno, che non se ne allontani troppo. Anche se la sua valutazione è positiva, non deve essere esagerata. Se è troppo favorevole mi dà l'impressione di adulazione. Se è troppo negativa, se si allontana troppo da ciò che io penso di me, allora non mi rende giustizia e, quindi, contraddice una esigenza base dell'amicizia. I due amici, cioè, devono avere delle immagini reciproche simili. Non identiche, naturalmente, perché allora non ci sarebbe nulla da scoprire, ma senza eccessive dissonanze. Da un amico, perciò, io mi aspetto che non mi fraintenda. Tutti mi possono fraintendere, ma non un amico. Se un amico mi fraintende, è finita

Si può dunque restare innamorati di una persona di cui non sappiamo se ci ha amato o ci ha ingannato, di cui non sappiamo se fosse buona o cattiva, se avesse un animo nobile o meschino. L'amore si manifesta proprio in questo domandarsi come era. Anche dopo innumerevoli anni, l'amore continua ad interrogarsi nello stesso modo, sfoglia la margherita. Dal primo istante in cui è apparso, si pone in continuazione una domanda a cui solo la presenza della persona amata che dice di sì, dà una risposta. Finita la presenza, cessa la risposta, e la domanda ritorna continua, ossessiva, angosciosa. Non puoi dire, come vorrebbe la ragione, «che t'importa?». Questa è l'opacità dell'amore che ama qualcosa che rimane sempre inafferrabile, perché il suo oggetto è un divenire insieme, un dover essere. Questa è la miseria dell'amore, che può solo chiedere e non può smettere di chiedere, anche quando l'altro è indifferente, od ostile. Questa è l'ingiustizia dell'amore che non conosce merito e demerito, e non premia i buoni e non punisce i malvagi. L'amore è sublime e miserabile, eroico e stupido, mai giusto. Il registro della giustizia non .è l'amore, è l'amicizia.


Estratto da "L'amicizia", Francesco Alberoni, Garzanti




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6 dicembre 2007
Caro Gesù Bambino… (By *Ale*)
S. Natale 2007
 
 
Caro Gesù Bambino…
Lo so che per scriverti la letterina sono ormai diventato troppo grande (purtroppo) però quest’anno sento troppo il bisogno di farlo e quindi, dato che, alla tua esistenza, di questi tempi -  fatti solo di guerre, dissapori e superficialità - . Sono sempre meno le persone alle quali ci credono, vorrei che le mie parole arrivassero dirette al tuo cuore affinchè nel mio possa esistere quel minimo spiraglio di quella famosa luce chiamata speranza che mi possa dare la forza per credere che non devo ancora smettere di sperare che un giorno tutto ciò che mi hai donato di bello (e di tanto prezioso per me), possa rivivere nella vita di tutti i miei giorni.
Sai, mio caro Gesù: ogni notte, nella mia camera, mentre faccio il mio solito esame di coscienza, mi chiedo quale sia l’utilità del silenzio che regna tra gli uomini: in fondo, sei stato tu stesso a darci la parola… o sbaglio?
Non sei, forse, stato tu a crearci imperfetti per poter far si che, nel corso della nostra vita, commettessimo degli sbagli – da umili peccatori quali siamo nati – per poter. così, crescere imparando qualcosa che ci servirà un domani quando alla fine della nostra vita terrena, il nostro spirito possa giungere puro di fronte al tuo cospetto?
Non sei forse stato tu a dire che IL PERDONO NOBILITA L’UOMO?
E’ vero, Signore: nessun uomo, fino a che non avrà terminato il suo cammino su questa terra, non sarà mai degno di te…
Nel corso della mia vita, sino ad ora, di sbagli ne ho commessi tanti e tanti ne farò ancora; non so quanti ma spero siano che, questi, sempre meno e vorrei che, più che una speranza, questa sia la promessa che, da uomo umile, ti faccio.
Ripercorrendo le tappe fondamentali che hanno caratterizzato questo mio anno di vita, spero di essere stato buono con tutte le persone che hanno fatto parte dei miei giorni.
Forse sarò stato un pò noioso, logorroico e pesante con qualcuno ma questo è perché ancora non so far fronte a determinate situazioni difficili che, quando capitano, mi mandano in tilt.
Alla fine però, credo che tu mi abbia saputo capire e, per farmi tornare sulla giusta via da percorrere, mi hai donato delle persone nuove che, col sorriso, mi hanno preso per mano e, piano piano, mi hanno ripulito l’anima dal fango che mi ha sporcato quando. prendendo la direzione sbagliata, sono caduto in un burrone nel quale credevo di morirci dentro, però, ancora una volta, grazie alla tua bontà, il mio grido disperato che chiedeva aiuto. ha avuto un’eco sufficiente per poter essere sentita dai passanti.
Ti sembrerò ingrato ora, dopo tutto quello che tu hai fatto per me, a chiederti ancora un ultima cosa,dato che sei stato tu ad insegnarmi il valore di ogni singola persona, proprio con questa parabola…
 
"Un pastore ha cento pecore che al mattino porta a pascolare.
Alla sera ritorna al suo ovile e le conta tutte, una per una, ma... 90, 97, 98...... 99 ??? ..... ne manca una!
Allora lascia le novantanove pecore al sicuro nel recinto e va in cerca della pecorella smarrita per tutta la notte; quando l'ha trovata, l'abbracci a se la mette sulle sue spalle e torna a casa pieno di gioia per fare festa.
"
 
Una delle mie pecorelle è scomparsa e, nonostante tutti la strada che ho già percorso per cercarla, ancora non l’ho ritrovata e quindi vorrei chiederti se PER FAVORE, POTRESTI INDICARMI LA GIUSTA DIREZIONE .
Lo so che, se è scomparsa, molto probabilmente, E’ STATA SOLO COLPA MIA che non sono stato capace di proteggerla doverosamente, nonostante lei, con la sua calda lana, in quel lungo e freddo inverno, durante il quale non avevo più capanna, mi ha sempre avvolto col suo manto per ripararmi dal gelo della notte ma prometto che,se mi aiuti a ritrovarla,non la metterò più in condizioni di fuggire e assieme a lei, saprò essere più sereno anche con tutto il resto del gregge…
TE LO PROMETTO SOLENNEMENTE!
In fine, non mi resta altro da fare se non ringraziarti in anticipo per la comprensione e per l’aiuto che, anche stavolta, ne sono certo, non stenterai a darmi… soprattutto sotto Natale perché… A NATALE SONO TUTTI PIU’ BUONI!!!!!!!!!!
 
Sinceri, cari saluti dal tuo umile servo pasticcione…
*Alessandro*



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6 dicembre 2007
L'Albero degli amici
 

L'Albero degli amici

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.

Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.

Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano

per caso.




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6 dicembre 2007
Sull'Amicizia (Anonimo)

Sull'Amicizia


Due amici camminavano nel deserto.
Ad un tratto cominciarono a discutere e un amico diede uno schiaffo all'altro. Addolorato, ma senza dire nulla, quest'ultimo scrisse sulla sabbia:

IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO.

Continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi dove decisero di fare un bagno. L'amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma l'altro lo salvò. Dopo che si fu ripreso, l'amico salvato incise su una pietra:

IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA SALVATO LA VITA.

L'amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò: "Quando ti ho ferito hai scritto sulla sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché?"

L'altro amico rispose: "Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo sulla sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.

(Anonimo)




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6 dicembre 2007
L ‘ A M I C I Z I A (Antonio Caterina)
 

L ‘ A M I C I Z I A

L’amico è la più preziosa di tutte le ricchezze, il più pregevole di tutti gli acquisti e forma come la estensione ,il complemento, la perfezione del nostro essere.

L’amico prezioso è chi contrario a piaceri del corpo, sia temperante, desideroso della giustizia, praticante le leggi divine ed umane, affabile, benefico e per acquistare un buon amico, è necessario che noi medesimi siamo buoni, perché la vera amicizia non corre fra i tristi, ma si trova solo con i buoni. In Italia, la parola amicizia ha assunto addirittura un significato negativo, di privilegio, di raccomandazione. L’amicizia è il mezzo per passare davanti agli altri, per eludere la norma. L’amicizia continua ad essere una componente essenziale della nostra vita, la parola amicizia non ha un solo significato, ma diversi. Amico è colui a cui piace e che desidera fare del bene ad un altro e che ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati. Talvolta nell’amicizia si esprime un atteggiamento paterno o filiale. Confrontando l’amicizia con l’amore viene spesso confusa, sono due fenomeni opposti. Gli amici si cercano per stare bene insieme, l’amicizia richiede sempre una qualche reciprocità. Nell’amicizia non c’è spazio per l’odio, se io odio un mio amico non sono più suo amico, l’amicizia è finita. Poi l’amico non è trasfigurato, i due amici devono avere delle immagini reciproche simili. Non identiche, naturalmente, perché allora non ci sarebbe nulla da scoprire, ma senza eccessive dissonanze. Da un amico perciò io mi aspetto che non fraintenda, tutti possono fraintendere, ma non un amico. Il registro della giustizia non è l’amore, è l’amicizia. L’amicizia è paziente e quindi è una filigrana di incontri. Dimostrare amicizia vuol dire mostrare, confermare, l’amicizia è presupposta esistente, stabile, deve solo manifestarsi ,illustrarsi. Il tempo dell’amicizia è granulare, gli amici non si incontrano per costruire una nuova entità collettiva che li trascende, non si devono modificare reciprocamente. L’amicizia è un dato, non un problema, è una strada, non una destinazione. L’amicizia è fondata sul disinteresse è la prima essenziale manifestazione del disinteresse degli amici è quello verso se stessi. L’amicizia ha una sostanza morale, la crisi dell’amicizia dunque è un processo. L’amicizia è la forma etica dell’eros, quindi aspira a un ideale di perfezione morale. Gli amici sono il ritratto oggettivo della moralità della persona. Quelli che poi vogliono in tal modo del bene, anche se da parte dell’altro non v’è ricambio, si chiamano benevoli: infatti quando v’è ricambio, la benevolenza si chiama amicizia.

(Antonio Caterina)




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6 dicembre 2007
(Kahlil Gibran)
 

AMICO MIO...

Amico mio, io non sono ciò che sembro.
L'apparenza è come un'abito che indosso,
un'abito che protegge me dai tuoi interrogativi
e te dalle mie negligenze.
Amico mio, l' "io" dimora in me nella casa del silenzio
e lì rimarrà per sempre,
impercettibile e inavvininabile.
Non voglio che tu creda ciecamente in ciò
che dico o faccio, le mie parole e le mie azioni infatti
non sono altro che i tuoi pensieri e le tue speranze resi tangibili.
Quando tu dici "Il vento spira verso est",
io confermo "Sì, spira proprio in quella direzione";
perchè non voglio che tu sappia che la mia mente
non dimora nel vento ma nel mare.
Tu non puoi capire i miei pensieri
trasportati dalle onde, nè voglio che tu lo faccia.
Preferisco navigare da solo.
Quando da te è giorno , da me è notte;
e pure descrivo il mezzogiorno che danza sulle colline e
la furtiva ombra purpurea che attraversa la valle;
perchè tu non puoi udire il canto della mia oscurità
nè vedere il battito delle mie ali contro le stelle;
del resto, meglio così.
Rimarrò solo con la mia notte.
Quando tu ascendi al Paradiso,
io scendo dall'inferno;
e quando, dalla riva opposta del golfo che ci separa,
mi chiami: "compagno, amico ",
a mia volta ti chiamo "compagno, amico "
poichè non voglio che tu veda il mio Inferno.
La fiamma ti brucerebbe gli occhi
e il fumo ti invaderebbe le narici.
E io amo troppo il mio Inferno per fartelo visitare.
Resterò all'Inferno da solo.
Tu ami la Verità,
la Bellezza,
la Giustizia
e io per amor tuo dico che amare è giusto e decoroso,
anche se dentro di me rido del tuo amore.
Ma non voglio che tu lo veda.
Riderò da solo.
Amico mio, tu sei buono, cauto e saggio,
certo , sei perfetto.
Anch'io, benchè sia pazzo,
quando parlo con te lo faccio con saggezza e con cautela,
mascherando la mia pazzia.
Sarò pazzo da solo.
Amico o nemico che tu sia,
come posso farti capire?
Anche se camminiamo insieme,
mano nella mano, la mia strada non è la tua.


(
Kahlil Gibran)




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6 dicembre 2007
Che cos'è un amico? (P.B.)

Che cos'è un amico?

Un amico non telefona mai quando

guardi la tua trasmissione preferita.

Un amico lascia una torta sul tavolo

della cucina, un vaso di fiori freschi

vicino al letto e un messaggio

per darti il benvenuto a casa.

Un amico è l'unica persona

che faresti entrare in casa

quando metti ordine nei cassetti.

Un amico è la persona a cui ti rivolgi quando

non è il caso di rivolgerti alla tua famiglia.

Un amico porta con sè la lista di libri

che tu stai cercando.

E tu hai la sua.

Un amico piange con te la morte del tuo gatto.

Un amico ti può telefonare alle undici

di sera per farti sentire il cinguettio

del suo usignolo.

(P.B.)




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6 dicembre 2007
COME SI MANTIENE UNA AMICIZIA?

COME SI MANTIENE UNA AMICIZIA?

Una madre e suo figlio stanno camminando sulla spiaggia.
Ad un certo punto il bambino dice: "Mamma come si fa a mantenere un'amicizia?"
La madre guarda il figlio sorridendo e poi gli dice: "Raccogli un po' di sabbia."
Il ragazzo si china e raccoglie una manciata di sabbia finissima.
La madre allora, sempre sorridendo: "Ora stringi il pugno."
Il ragazzo stringe la mano attorno alla sabbia e vede che, più stringe, più la sabbia gli esce dalla mano.
"Mamma, la sabbia se ne scappa."
"Lo so, caro. Ora tieni la mano completamente aperta."
Il ragazzo ubbidisce, ma una folata di vento porta via parte della rimanente.
"Anche così non riesco a tenerla."
E la madre, sempre sorridendo:
"Adesso raccogline un altro po', e tienila con la mano aperta a cucchiaio.
così.. abbastanza chiusa per custodire, e abbastanza aperta per la libertà.".
Il ragazzo riprova, e questa volta la sabbia non sfugge dalla mano, ed è protetta dal vento.
"Ecco come far durare un'amicizia!"




permalink | inviato da *Ale* il 6/12/2007 alle 13:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 dicembre 2007
L'AMICIZIA (Eleonora Segreto)
 

L'AMICIZIA


L'amicizia è come una stella cometa alta nel cielo,
sempre brillante e pronta a indicarti la strada di casa,
se mai ti smarrissi.

L'amicizia è come un piccolo sole
che arde sempre nel tuo cuore,
anche nei giorni bui dell'anima,
quando fuori impazza la tempesta.

L'amicizia è un giardino fiorito, solo per te,
pieno di fiori colorati e profumati,
dove puoi riposare lo sguardo dalle brutture del mondo.

L'amicizia è il suono del silenzio
dopo tutto il rumore dell'Universo:
ovattato, dolce e riposante.

L'amicizia è camminare per le strade del mondo,
anche quelle più impervie e solitarie,
senza timore e sicuro di non essere solo
perché tu vivi nel mio cuore ed io nel tuo.


L'amicizia ha il tuo volto,
sbiadito dalla troppo lontananza,
ma la salda presa della tua mano ,
vivida nel momento del bisogno.


L'amicizia è fatta anche di parole scritte,
composta di lettere che
s'inseguono nel ricamo infinito
di questa poesia dedicata a te,
mio caro e insostituibile amico.

(Eleonora Segreto)




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6 dicembre 2007
Ecco alcune cose che ho imparato dalla vita... (Paulo Coelho)
 

Ecco alcune cose che ho imparato nella vita:

-          Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà, e bisognerà che la perdoni;

-          Che ci vogliono anni per costruire la fiducia, e solo pochi secondi per distruggerla;

-          Che non dobbiamo cambiare amici se comprendiamo che gli amici cambiano;

-          Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi;

-          Che o sei tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te;

-          Che gli eroi sono persone che hanno fatto tutto ciò che era necessario fare, affrontando le conseguenze;

-          Che la pazienza richiede molta pratica;

-          Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo;

-          Che a volte la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale, quando cadrai sarà invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti;

-          Che solo perché uno non ti ama come vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso;

-          Che non bisogna mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse;

-          Che non è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso;

-          Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore è spezzato, il mondo non si ferma aspettando che tu lo ripari;

-          Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo sapremo essere riconoscenti per questo regalo;

-          Che quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma a volte guardiamo così a lungo quella chiusa che non ci accorgiamo di quella che si è aperta per noi;

-          La miglior specie di amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico o camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta;

-          È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi;

-          Ci vuole un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo;

-          Non cercare le apparenze perché possono ingannare, non cercare la salute perché anche quella può affievolirsi, ma cerca qualcuno che ti faccia sorridere, perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia;

-          Trova quello che fa sorridere il tuo cuore;

-          Ci sono momenti in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero;

-          Sogna ciò che ti va, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare;

-          Puoi avere abbastanza felicità da renderti felice, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice;

-          Mettiti sempre nei panni degli altri: se ti ci senti stretto probabilmente anche loro si sentono così;

-          Le persone più felici non hanno necessariamente il meglio di ogni cosa, soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino;

-          La felicità? Ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l’importanza delle persone che hanno toccato le loro vite;

-          L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio, finisce con un the;

-          Il miglior futuro? Basato su un passato dimenticato. Non puoi andar bene nella vita prima di lasciar andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.

-          Quando sei nato stavi piangendo e tutti intorno a te ridevano. Vivi la vita in modo che, quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te pianga.

 

Manda questo messaggio a coloro che significano qualcosa per te, a quelli che hanno toccato la tua vita in un modo o nell’altro, a quelli che ti fanno sorridere quando veramente ne hai bisogno, a quelli che ti fanno vedere il lato bello delle cose quando sei proprio giù, a quelli a cui vuoi far sapere che apprezzi la loro amicizia. Se non lo fai non ti preoccupare, non ti accadrà niente di male. Perderai solo l’opportunità di rallegrare la giornata di qualcuno con questo messaggio.

 

-Paulo Coelho-

 




permalink | inviato da *Ale* il 6/12/2007 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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